Gare per l’acquisto dei farmaci dispensati in farmacia. I rischi per l’economia nella Legge di stabilità

di oggisalute | 21 novembre 2013 | pubblicato in Attualità

L’Ega, l’Associazione dei produttori europei di farmaci generici, valuta con  grande preoccupazione  gli emendamenti alla Legge di stabilità che mirano ad adottare il meccanismo delle gare nell’acquisto dei farmaci dell’assistenza territoriale, cioè quelli dispensati nelle farmacie. Dopo che il governo italiano aveva esplicitamente rassicurato che nel settore farmaceutico sarebbe finalmente tornata, è con stupore che l’Ega ha scoperto l’esistenza di questi emendamenti firmati da esponenti della maggioranza.

Non si può dimenticare che l’industria dell’equivalente italiana contribuisce al contenimento della spesa sanitaria per oltre 300 milioni di euro l’anno. Né si può trascurare il significativo apporto di queste industrie all’occupazione e alla crescita economica del paese negli ultimi 15 anni. Le norme delineate nell’emendamento, se approvate, avrebbero pesantissime conseguenze sulla stabilità di un comparto produttivo che oggi garantisce 10.000 posti di lavoro in Italia, senza contare l’indotto.

Un sistema di acquisto basato sulle gare, combinato con gli attuali ritardi nei pagamenti da parte degli enti sanitari pubblici e con il sistema di pay-back vigente in Italia, esporrebbe l’industria italiana dell’equivalente a pericoli gravissimi. Del resto, le esperienze condotte in altri Paesi europei hanno dimostrato che quello delle gare per la farmaceutica territoriale è un approccio miope. A fronte di un’iniziale discesa dei prezzi, ben presto si manifestano tendenze discorsive (riduzione del numero delle aziende che operano sul mercato, in particolare piccole e medie imprese, e nascita di posizioni dominanti in particolare a livello della produzione di materie prime), che espongono il Paese al rischio di carenze di medicinali, difficoltà di rifornimento e gravi malfunzionamenti di tutta la filiera e, non in ultimo, gravi difficoltà di accesso al farmaco da parte dei cittadini.

La European generic medicines association e AssoGenerici ritengono che lo Stato italiano abbia già in mano tutti gli strumenti per gestire la spesa farmaceutica, primo fra tutti l’incentivo al ricorso ai generici: gli ultimi dati Ocse diramati questa notte mostrano infatti che, se in media nei 19 Paesi gli equivalenti rappresentano il 41 percento dei consumi, in Italia si è ancora fermi al 14 percento. Entrambe le associazioni sono pronte a discutere con il governo italiano soluzioni sostenibili per il comparto che consentano risparmi reali e a lungo termine per il fondo sanitario nazionale, migliorino l’accesso ai farmaci dei cittadini italiani contribuendo nel contempo alla lotta alla disoccupazione e alla ripresa economica del Paese.

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