Ruffini: "La grande economicità del trattamento può liberare enormi risorse per la ricerca"

Curare oltre 100 malattie della pelle con meno di un euro
Intervista al padre del Metodo Ruffini

di valerio droga | 20 dicembre 2013 | pubblicato in Cure e terapie
dott Ruffini

Ci sono ciarlatani e finti guaritori, venditori di illusioni e presunti taumaturghi che si approfittano di patologie incurabili diffondendo false speranze a chi la speranza ormai l’ha già persa. E poi ci sono medici e ricercatori che fanno del giuramento di Ippocrate la strada maestra, il cui unico obiettivo è prendersi cura dell’umanità, che mettono a punto trattamenti e cure efficaci lasciandoli a disposizione della gente, senza porle sotto chiave per specularci su. A volte si può trattare di metodi semplici, privi di effetti collaterali e a basso costo, al punto da suscitare legittimi dubbi, ma non per questo meno efficaci o meno scientifici.

Sopra, Chitignano (Arezzo), paese di origine e, sotto, Ruffini a 20 anni a un concerto.

Oggi parliamo di (e con) Gilberto Ruffini, medico chirurgo ematologo, padre del Metodo Ruffini. La sua storia profuma di un’Italia che non c’è più, in cui la forte motivazione personale e il merito poteva far dimenticare e superare le difficoltà incontrate. Così un giovane di origini contadine umbro-toscane, cresciuto prima con la madre e poi in orfanotrofio e collegio, comincia a lavorare da garzone in uno studio dentistico di Varese. Osservando il vecchio dentista si appassiona al mestiere e decide di conseguire il diploma di odontotecnico, alternando quindi le pulizie dello studio durante il giorno e la preparazione di protesi dentarie alla sera. Ma Gilberto Ruffini non si arresta qui, si iscrive alla facoltà di Medicina e chirurgia a Milano, ereditando poi lo studio del vecchio datore di lavoro. Esercita quindi come dentista (all’epoca le due carriere non erano ancora separate) e contemporaneamente prosegue gli studi a Pavia specializzandosi col massimo dei voti in Ematologia clinica e di laboratorio, sotto la guida di uno dei più autorevoli al mondo ematologi dell’epoca, Edoardo Storti. Per 42 anni continua però la sua attività di dentista nel centro di Varese, oltre a prestare servizio in ospedale e a insegnare all’università, affiancando il tutto alla libera ricerca, con un approccio estremamente pragmatico, concependo la medicina a 360 gradi e mai a compartimenti stagni. Ed è così, un po’ per caso, proprio mentre è sul lavoro, che ‘scopre’ un metodo risolutivo per tutta una serie di problemi dermatologici: chiede e ottiene il brevetto nel 1996 e da allora, pur dovendo lasciare più tardi per motivi di salute l’attività di dentista, prosegue instancabilmente quella di ricercatore, provando al tempo stesso a diffondere il più possibile questo trattamento perché sempre più persone se ne possano giovare.

Cominciamo da dove è giusto cominciare: cos’è il Metodo Ruffini, su cosa si basa?

“Il Metodo Ruffini, da me ideato, è un trattamento dermatologico ad uso topico a base di ipoclorito di sodio (NaOCl), ingrediente essenziale della comune candeggina, diluito tra il 6 e il 12 per cento. Questo range percentuale permette il trattamento di molte patologie dermatologiche. Quando il sale viene a contatto con la membrana cellulare dell’agente patogeno si modifica immediatamente in acido ipocloroso (HOCl) e la disfà: l’HOCl è a pieno titolo il principio attivo del metodo”.

Quali sono le patologie o i disturbi che cura? Quanto dura un trattamento, servono più sedute? E quali sono i margini di guarigione?

“Le patologie interessate possono essere di origine virale, microbica, micotica o protozoaria. Solitamente la maggior parte delle patologie richiede solo un trattamento fino ad un minuto mentre per alcune altre ne occorrono pochi di più. Per molte patologie il trattamento risulta essere risolutivo, alcune infezioni ricorrenti possono essere risolte o notevolmente migliorate. Cura l’acne, le afte, l’herpes. Lenisce i fastidi del piede diabetico, della varicella e del fuoco di Sant’Antonio e pruriti non allergici, ma anche di punture di insetti quali vespe e ustioni di meduse. Combatte la carie, elimina la candida e il papilloma virus. In tutto, al momento, sono oltre cento le patologie che risultano curabili con questo metodo”.

Ci può raccontare brevemente quando e come nasce questa sua scoperta?

“L’occasione è nata da una mia paziente affetta da afte. Era l’anno 1991 e a quel tempo, come tutti i miei colleghi, conoscevo appena l’ipoclorito di sodio per disinfettare i canali dei denti; ebbi l’intuizione di applicarlo sulle afte e dalla risposta molto positiva e inaspettata fui incoraggiato a proseguire gli studi che mi portarono al 1996, anno in cui depositai il brevetto, ottenendone l’approvazione due anni più tardi”.

Dove si può trovare l’ipoclorito di sodio e quanto costa?

“L’ipoclorito di sodio non ha alcuna restrizione formale quindi è possibile acquistarlo senza prescrizione o in una ditta chimica, o farselo preparare da una farmacia galenica, altrimenti, al giorno d’oggi, esistono alcuni negozi online per poterlo ordinare”.

Il metodo  prevede  anche l’automedicazione o serve sempre il supporto di un medico?

“Il metodo è nato con la semplicità e quindi è possibile per alcune patologie applicarselo in automedicazione (ad esempio per gli herpes). Preciso che però non esclude il medico curante ne alcuna forma di trattamento ufficiale; vuole essere una integrazione per un valido supporto laddove ufficialmente non esiste un rimedio efficace. La diagnosi è pur sempre necessaria e indispensabile”.

E se il medico non conosce il trattamento o semplicemente si rifiuta di applicarlo a chi si può rivolgere  il cittadino?  C’è una lista di medici che hanno sposato questo metodo?

“Sono presente sul web da ormai cinque anni e ad oggi dalle numerose email che ricevo mi sono fatto l’idea che i medici che conoscono e anche quelli che adottano il Metodo Ruffini sono in numero sempre più crescente anche in ambito ospedaliero. Non esiste ancora una lista di medici ufficiale. Confido di giungere al più presto a questo obbiettivo”.

Se costa così poco, mi consenta la domanda, lei che ci guadagna e a cosa serve il brevetto depositato, è solo un fatto di paternità?

“Il metodo non è stato brevettato al fine del guadagno ma per la protezione e la mia libera gestione dei dati di cui sono venuto a conoscenza attraverso le mie osservazioni cliniche”.

Considerato sempre il basso costo e anche il fatto che andrebbe a rimpiazzare un numero elevatissimo di creme, pomate, antibiotici e perfino vaccini, quale potrebbe essere il risparmio per il sistema sanitario nazionale?

“Il risparmio del sistema sanitario nazionale è, potrei dire, incalcolabile ma certamente notevole. Considerata la vasta quantità di patologie trattabili, si potrebbero investire i soldi risparmiati per altra ricerca medico-scientifica. Inoltre, i pazienti in ambito ospedaliero avrebbero meno rischi di infezioni (Mrsa) e gli ospedali ne beneficerebbero quindi anche in termini organizzativi per la estrema velocità e facilità della cura”.

Ci sono controindicazioni? Può procurare anche allergie o comunque effetti collaterali?

“Sostanzialmente non ci sono controindicazioni se non si sbagliano i tempi e le modalità di applicazione oltre che alle percentuali consigliate. Allergie non ne crea in modo assoluto in quanto la molecola è anallergica, già presente in quantità minime nell’organismo umano”.

Eliminando batteri e funghi può anche distruggere la microflora utile al funzionamento dell’organismo  intaccandone il delicato ecosistema? Penso ad alcuni batteri ‘amici’ che popolano per esempio la cavità vaginale e che necessitano di ambiente leggermente acido per sopravvivere o alla cosiddetta flora intestinale.

Per quanto riguarda microflora intestinale non è da prendere in considerazione in quanto il prodotto non va ne ingerito ne inserito nell’intestino. Per quanto riguarda la cavità vaginale è vero che il prodotto elimina tutta la microflora ma questa io la considero più una grandezza che una povertà in quanto il ristabilimento della microflora è quasi immediato: in poche ore si ristabilisce il pH naturale e la popolazione batterica funzionale all’organismo, quindi tempi così brevi non sono tali da determinare danni o sconvenienze rilevabili”.

Il metodo quale accoglienza ha avuto da parte della comunità scientifica e medica e soprattutto da parte dei dermatologi? Viene consigliato da qualche medico e in quali situazioni?

“Il metodo inizialmente è stato accolto solo con derisione però, soprattutto in ambito accademico, si sono ricreduti subito, già dopo le prime osservazioni microscopiche. Preciso inoltre che io personalmente ho raccolto 88 bibliografie mondiali che a loro volta raggruppano decine di ricercatori. Via via la cosa si è espansa a partire dai medici, soprattutto i medici di famiglia, i dermatologi e i chirurghi ospedalieri. Viene generalmente consigliato dai dottori laddove sussistano infezioni antibiotico-resistenti o virali come gli herpes 1, 2, 3 e oggi sta prendendo piede tra i ginecologi per l’Hpv, il papilloma virus cioè”.

Quali sono le critiche che le vengono mosse più spesso e con quali argomentazioni risponde?

“La principale critica che mi viene mossa è quella per la quale un medico non può applicare candeggina ai suoi pazienti. Io rispondo sempre loro che la candeggina contiene ipoclorito di sodio e non il contrario. Io consiglio una molecola che è NaOCl tra il 6 per cento e il 12 per cento su pelle e mucose e mai accompagnata da altre sostanze”.

A rafforzare la sua teoria quali evidenze scientifiche ci sono? Sono state prodotte ricerche sul campo? Quante testimonianze positive sono state raccolte finora? È mai stata commissionata una sperimentazione terza?

“Le mie evidenze scientifiche raccolte ufficialmente (senza calcolare quelle, circa 900, dei ricercatori sparsi nel mondo che ne arricchiscono la bibliografia) sono ad oggi 551 a cui si aggiungono circa 600 di altri medici che spontaneamente hanno raccolto la loro casistica. L’unica sperimentazione terza riguarda quelle in vitro in alcune università”.

Per essere riconosciuto ufficialmente dalla comunità scientifica serve una particolare procedura, quali sarebbero eventualmente i passaggi?

“Per quanto riguarda le sperimentazioni e i protocolli ufficiali costano troppo e risulterebbero insostenibili per un semplice privato quale sono”.

Oltre all’applicazione topica ho sentito che sta studiando la possibilità di somministrarlo anche per via sistemica, se non sbaglio è il Metodo Ruffini 2, può anticipare ai nostri lettori di che si tratta?

“Sì, è vero, sto lavorando al Metodo Ruffini 2, che riguarda unicamente la via sistemica. Preciso comunque che il Metodo Ruffini 2 sarà ad esclusivo uso medico-scientifico e quindi non sarà mai possibile con esso la via della auto-medicazione. Gli ambiti del Metodo Ruffini 2 riguarderanno ben 13 patologie, oltre a tre ancora in fase di studio, che per il momento preferisco non anticipare”.

Cosa prevede il dottor Ruffini per il futuro del suo metodo e cosa spera, sempre che speranze e previsioni non coincidano?

“Il mio personale auspicio è che il Metodo Ruffini possa essere accettato dai sistemi sanitari nazionali in quanto lo reputo un validissimo contributo alla scienza medica e al sollievo di tante persone”.

Per approfondimenti visitare il canale Youtube dedicato al Metodo Ruffiniil sito ufficiale o la pagina Facebook.

Commenti

  1. Arianna scrive:

    Sera,può essere usato anche per emorroidi esterne?

  2. Roberto scrive:

    Buonasera Professore,
    da alcuni mesi, ho notato che quando indosso certe scarpe, i piedi si riempiono di rigonfiamenti della pelle come se si formassero delle verruche. In realtà, guardandole più da vicino, ho visto che si tratta dei rigonfiamenti “rosso vivace” molto contenuti, con la punta rialzata, come se sotto ci fosse qualcosa. Per il momento le sto curando facendo dei pediluvi con bicarbonato di sodio, in una bacinella dove lascio i piedi “a mollo” per circa 1/2 ora. Devo dire che la cosa funziona, perché subito dopo il pediluvio, riscontro che quei rigonfiamenti della pelle sono rientrati, e rimane solo un puntino rosso. Nei gg. a seguire, dove c’era la macchia, la pelle rimane arrossata e con squame bianche.
    La mia domanda è: posso fare un pediluvio con ipoclorito di sodio al 10 %, ovvero in una bacinella con 2-3 lt di acqua, verso dai 20 ai 30 ml di ipoclorito ? … per quanto tempo posso tenere i piedi nella bacinella ? …
    Subito dopo il pediluvio, devo lavare i piedi, con acqua corrente oppure posso asciugarli direttamente lasciando l’ipoclorito direttamente a contatto con la pelle ? …
    Per ultimo, vorrei chiederLe come posso curare l’erpes labiale con l’ipoclorito di Sodio, ovvero potrei avere le modalità di utilizzo e applicazione sulle labbra ? ..
    La ringrazio anticipatamente e Le auguro buona serata
    Roberto da Cosenza (Calabria)

  3. Stefano scrive:

    Funziona anche per l’onicomicosi? Ho i due alluci malati da tempo e tutte le cure hanno fallito ? Procedo con un cotton fioc per l’applicazione ?tutti i giorni?
    Grazie

  4. Fabio scrive:

    Il metodo funziona sulla “Pitiriasi Versicolor”? In caso affermativo cosa e come usarlo? Mille grazie.

  5. Vincenzo scrive:

    Buongiorno ho letto che NaOCL può essere usato anche per l’acne, in che diluizione? Grazie per il vostro nobile operato.

  6. Andrew Dinesh indika scrive:

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  7. maria scrive:

    salve soffro si psoriasi e me mi anno detto che la varechina applicata delle zone colpite aiuta a rimmaginare e a guarire dalla psoriasi e vero o posso danneggiare la pelle ulteriormente la prego di aiutarmi distinti saluti

  8. Sabrina scrive:

    Salve dottore Ruffini sono la mamma di un bimbo di 11 anni con un problema dermatologico ancora indeciso. Da prima psoriasi poi dermatite atopica ora non so. Abbiamo usato svariate pomate e creme a base di cortisone addirittura il protopic. Le zone purtroppo sono intime ano, glande e sull’alta del pene e anche ombellico. Mi può aiutate mi può dire se posso usarla su qeste zone? Grazie.

  9. maria scrive:

    gentilissimo dottore ho 46 anni due anni fa ho avuto un episodio di herpes vaginale (una piccola vescichetta) che la ginecologa ha curato con compresse di aciclovir. Poi ho sempre eseguito i vari pap test di controllo sempre negativi. A dicembre dopo aver avuto una brutta embolia polmonare dovuta alla pillola anticocezionale prescrittami dalla ginecologa non perche mi servisse (sono zitella convinta) ma per regolarizzare il ciclo molto abbondante, ho eseguito un pap test da prevenzione serena e sono stata convocata per una colposcopia. Risultato lesione di basso grado dovuta ad HPV. Mi è crollato il mondo addosso perche mi e stato detto che non si guarisce piu. Mi sono poi rivolta ad un altro ginecologo che mi ha fatto la tipizzazione : ceppo 33 (un ceppo oncogeno) e che mi ha detto che alla prossima colposcopia che dovrei fare fra circa un mese se la lesione è ancora li mi praticherà un conizzazione con il solo scopo di togliere la lesione ma non il virus per il quale provera con il vaccino GARDSIL. Mi sento una spada di damocle sulla testa anche perche prendendo il coumadin per l’embolia polmonare non posso fare interventi di nessun tipo… La prego mi aiuti dottore il suo medoto potrebbe servire anche nel mio caso? e se si come? e dove posso a Torino acquistare l’ipoclorito di sodio? sono disperata mi sento un’appestata…

  10. angelo scrive:

    inspessimento dell’unghia al medio e al pollice mano e unghia striata dell’alluce. Credo si tratti di onicomicosi. Cosa fare,qual è il suo consiglio

    • angelo scrive:

      Salve Dott.Ruffini. Sono di nuovo qua per una rettifica; le unghie degli alluci risultano “sfaldate” e non striate. Ci tenevo a chiarire onde evitare equivoci. Attendo risposta sul da farsi . Grazie ancore

  11. Daniela rossetto scrive:

    Buongiorno dott. Ruffini. A mio figlio è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Può essere curata con il suo metodo?

  12. massimo scrive:

    Buona sera ,
    Volevo sapere se e’ indicato anche per la vitiligine.

  13. Rosangela scrive:

    Salve dottore vorrei sapere se con il suo metodo si può curare la vitiligine.grazie

  14. Marco scrive:

    Buongiorno.ho gli spazi interdigitali delle dita del piede sinistro con il fungo tinea pedis il mio medico mi ha prescritto una pomata e un antibiotico,sono già cinque giorni e non miglioro anzi sono comparse delle vesciche ancora più grandi tra le dita e un prurito che mi sveglia anche la notte, con il metodo Ruffini posso
    distruggere questo fungo ? con quale dosaggio eventualmente?
    Grazie

    • oggisalute scrive:

      Buongiorno.
      Dunque, il Metodo Ruffini è efficace contro batteri, virus, funghi, protozoi e parassiti, infatti la tinea (e quindi anche la tinea pedis) rientra fra le patologie curabili col metodo.
      Per maggiori informazioni può consultare il manuale ufficiale “Curarsi con la candeggina” (ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1081627) dove troverà le indicazioni esatte per il suo caso. Può acquistarlo o anche leggerlo gratuitamente online alle condizioni de Ilmiolibro.

      Le riporto qui tre testimonianze, pubblicate anche in appendice al manuale, una delle quali di un medico dermatologo che usa il Metodo Ruffini. Il resto delle testimonianze accompagnate da foto le potrà trovare nell’album dedicato all’interno della pagina Facebook:

      Oggi ho visto una mia paziente con micosi interdigitale a cui ho fatto una sola medicazione lunedì scorso. Esito? Oggi era già guarita. Complimenti ancora caro Gilberto.
      (Lettera firmata da un medico dermatologo)

      La ringrazio di cuore! Ho gia provato l’ipoclorito al 9% su un leggero intertrigo al piede che mi causava pruriti, bollicine fastidiose e spellature. Dopo una sola applicazione è sparito tutto! Cosa che con creme e trattamenti vari non era mai successo!! Grazie ancora. Cordiali saluti.
      (Ylenia Cammareri)

      Avevo un fungo al piede e il dermatologo mi disse che si trattava di tinea pedis. Si presentava però in maniera “anomala”, con dei puntini neri e pelle secca e squamosa ai lati del piede esterno e al pollice, indebolendo l’unghia, che tendeva a spezzarsi, come se “mangiasse” la pelle e anche, ma non sempre, con del prurito. Non ho mai assunto farmaci antifungini per via orale, però ho messo prodotti per via topica, sia naturali che farmacologici, considerati adatti al caso. Niente di niente: sembrava sparire per qualche giorno ma poi tornava! Due anni a combattere con i calzini e le medicazioni quotidiane. Nemmeno tanto convinta potessi risolvere, ma comunque fiduciosa, ho iniziato a sperimentare la diluizione al 9% come indicava il dottor Ruffini, leggermente modificata: diluendo in un piccolo spruzzatore e spruzzando quotidianamente alla sera per una decina di giorni direttamente sulla zona, tenendolo lì per un paio di minuti senza sfregare, in quanto il fungo era molto resistente. Non c’è più nulla. In principio hanno cominciato a sparire i puntini scuri, poi a spellarsi la pelle lasciando il posto a pelle nuova.
      (Lettera firmata)

      • Sabina scrive:

        Salve dottore, come mai non riesco a comprare l suo manuale. Ho consultato parecchi siti ma niente… così pure il prodotto… non entra in Danimarca
        sembra… Vorrei acquistare il prodotto e informarmi di più…
        Puo´aiutarmi?… Tra l’atro ho qualche tipo di dermatite non identificata…

        Grazie

    • michele scrive:

      salve dottore e’ da circa un anno che soffro di balanite da stapilococco aureus, ho provato di tutto, antibiotici e creme ma niente, posso utilizzare il suo metodo e come?.grazie

  15. fabrizio scrive:

    buonasera,ho 3 verruche sotto la pianta del piede da 10 anni ormai..ho provato di tutto ma senza risultato…
    l ipoclorito mi puo’ aiutare? devo passarlo sopra all esterno o devo iniettarlo ?
    grazie

    • oggisalute scrive:

      Salve. Dunque, il Metodo Ruffini prescrive l’uso topico, quindi non va mai iniettato se non in rarissimi casi e sono gli stessi in cui l’applicazione va fatta esclusivamente da un medico. In ogni caso si tratta di iniezioni sotto pelle, credo semplicemente con la punta dell’ago bagnata di ipoclorito e non iniezioni vere e proprie che sarebbero altrimenti fatali! Quindi non provi mai a iniettarlo! Nei casi di autotrattamento l’ipoclorito va semplicemente applicato in loco, sulla pelle o sulle mucose. Le verruche possono essere curate col Metodo Ruffini, ma a seconda del tipo è necessario l’intervento del medico o anche possibile l’autotrattamento, mai l’autodiagnosi, comunque. E’ uscito proprio in questi giorni il manuale ufficiale, scritto da me col dottor Gilberto Ruffini, il fondatore. Questo è il link: può ordinarlo ma anche leggerlo gratuitamente online a patto – sono le regole del sito – di lasciare una recensione subito dopo.

  16. barbara scrive:

    salve ho un grande problema ho inserito nella mia vagina per sbaglio credendo che fosse come lei parlava di cloro pura x 40 secondi …io premetto ho hpv …dunque il problema che vorrei sapere che conseguenze ho per via della candeggina …dopo ho fatto diversi lavaggi anche con il cloro attivato …mi aiuti crede che l esame dell urina possa risultare contaminata in qualche modo ..dunque penso che non sia in pericolo visto che sono trascorsi cinque giorni e mi sembra di migliorare ..poi questi fastidiosi candilomi come potrei curarli ..ne ho uno che spunta proprio dove faccio la pipi ed e difficile da far cadere mi consigli perfavore grazie

    • oggisalute scrive:

      Salve, immagino che la sua domanda è posta al dottor Gilberto Ruffini, quindi le do il suo indirizzo email: potrà chiedere direttamente a lui stesso, io sono un giornalista, non medico. Comunque se ha seguito le sue istruzioni credo che i suoi miglioramenti siano effettivi. Il Metodo Ruffini si basa però sull’ipoclorito di sodio, non sul cloro, seppur simile. A ogni modo ecco il suo indirizzo email: metodo.ruffini@yahoo.it.

  17. barbara scrive:

    salve ho dei candilomi in vagina …sto facendo diversi tamponi nelle labbra ..e internamente inserisco la candeggina per uccidere definitivamente hpv ..c’è solo un’eccezione mi procura tanta sonnolenza e normale ….in quanto tempo cadranno i candilomi ….e il virus posso credere che sia gia morto dopo diversi lavaggi interni ….mi faccia sapere …io compro la comune candeggina nei supermercati

    • oggisalute scrive:

      Salve, il Metodo Ruffini non si basa sulla candeggina, il dottor Ruffini non si stancherà mai di ripeterlo, ma su un suo componente, ovvero l’ipoclorito di sodio. Si può trovare in alcune farmacie galeniche al 14% e va poi diluito, come pure online su siti specializzati. La candeggina, infatti, ha anche altri componenti che bene non fanno e contiene ipoclorito al 5% circa. Il M. R. si basa sull’ipoclorito al 6, al 9 e al 12%, a seconda della patologia e al tessuto colpito. Nel caso della pelle va bene anche al 12 in alcuni casi, mentre per le mucose va sempre al 6. Va applicato senza mai strofinare, seguono quindi i risciacqui. Seguendo la procedura adatta è possibile rimuovere con i lavaggi interni eventuali funghi, virus e batteri anche dall’interno della vagina, come candida e papilloma virus. Per quanto riguarda i condilomi non le saprei dire. C’è comunque un preciso modo per applicarlo. Le anticipo che a breve verrà pubblicata una guida pratica in cui verrà descritto concentrazione, modo di applicazione, tempi, modalità di risciacquo e tutte le altre istruzioni, patologia per patologia. Nel frattempo le consiglio di rivolgersi direttamente al dottor Ruffini. Comunque lui sconsiglia sempre l’auto diagnosi e in molti casi anche l’auto trattamento.

    • Elvira scrive:

      Salve!!!!!!Chiedo scusa voglio chiederti ma fai la sola il lavaggio vaginale per eliminare il virus o fa il medico Mille grazie Elvira

  18. Angie scrive:

    Grazie, davvero gentilissimo e veloce nella risposta.
    Funziona anche per dermatiti da contatto?oggi a mio figlio di 11 anni è comparsa una macchia (3 cm x3)sulla caviglia e tante piccole attorno su entrambi i polpacci.sono corsa dal pediatra che mi ha ordinato pomata cortisonica dicendomi che é dermatite da contatto(elastico calzini).
    Ancora grazie per il suo aiuto.
    Angie

  19. Angie scrive:

    Salve, volevo saperecosa e come devo usare il suo metodo per i funghi della pelle.
    Da circa 20 anni lotto con questa micosi.
    Grazie, sarebbe una vera liberazione.

    • oggisalute scrive:

      Salve,
      per le indicazioni terapeutiche le annuncio che a breve sarà disponibile il primo manuale ufficiale del Metodo dove saranno affrontate tutte le patologie trattabili, una guida pratica che però non può prescindere dalla figura del medico. Le suggerisco comunque di avere sempre una diagnosi di un medico specialista. Ad esempio i funghi della pelle potrebbero essere una forma di tinea, la pitiriasi versicolor, la pitiriasi rosea o altro tipo di fungo ancora. Quello che nel frattempo posso fare è riportarle le indicazioni terapeutiche fornite dal dottor Gilberto Ruffini a proposito della tinea, ma si assicuri preventivamente del ceppo micotico:

      – usare ipoclorito di sodio al 12%;
      – applicare col polpastrello senza mai strofinare, ma tamponando;
      – lasciare agire per 60 secondi;
      – risciacquare con semplice acqua;
      – ripetere ogni 2 giorni fino a risultati ottenuti (generalmente da 3 a 7 trattamenti).

      valerio droga

  20. marianna scrive:

    salve,
    ho una cicatrice leggermente cheloide arrossata e pruriginosa alla base del collo. LE creme che applico non sebrano ridurre la protuberannza nè rossore e prurito. Il suo metodo mi potrebbe aiutare? Che percentuale dovrei usare?

    • oggisalute scrive:

      Ormai il cheloide è formato. Potrebbe comunque provare ad applicare con il polpastrello della mano stessa l’ipoclorito di sodio al 6% e lasciarlo agire per 50 secondi, poi risciacquare, ripetendo il trattamento anche il giorno successivo. In ogni caso sempre dopo aver consultato un medico specializzato.

  21. Monica scrive:

    Salve, vorrei sapere come usarla in caso di candida e prurito di origine non virale, grazie.

    • oggisalute scrive:

      Buongiorno!
      Può trovare le istruzioni in questo video.
      Ben presto sarà comunque disponibile un manuale in cui saranno trattate tutte le patologie.
      In ogni caso, per la candida si consiglia il trattamento di un ginecologo. Se non dovesse conoscere il Metodo Ruffini può parlargliene lei stessa.

  22. Maria scrive:

    Perla sclerodermia sistemica ha efficacia? Almeno per la pelle?

    • oggisalute scrive:

      So che non è contemplata dal Metodo, quindi in questo caso l’ipoclorito di sodio risulterebbe inefficace. Il dottor Ruffini consiglia di evitare l’auto sperimentazione e di attenersi scrupolosamente sempre alle sue indicazioni terapeutiche. Le comunico in anteprima che è in preparazione un manuale del Metodo, così da potere rispondere a ogni dubbio.

  23. emanuele scrive:

    salve,volevo sapere se serve per curare la balanite del glande.in tal caso che percentuale bisogna applicare.grazie,emanuele

  24. piero scrive:

    Salve sig. Ruffini, vorrei sapere se il prodotto risulta anche efficace contro la dermatite seborroica

  25. alan rossii. scrive:

    Buongiorno
    Per la psoriasi con squame funziona? Oppure c’è un altra cura
    Grazie

    • oggisalute scrive:

      Buongiorno a lei.
      La rimandiamo a questa testimonianza, sulla pagina Facebook dedicata al Metodo Ruffini e al video su Youtube che fornisce le istruzioni per la cura della psoriasi.
      Grazie per l’attenzione che ci riserva. Speriamo di essere stati utili.

  26. ben scrive:

    ottimo articolo!! grazie!!

    • valerio droga scrive:

      La ringrazio personalmente per i complimenti e per il tempo che dedica alla lettura del nostro giornale. Poter contare su lettori costanti e interattivi che apprezzano quanto noi scriviamo ci dona forza e motivazione per continuare a fare il nostro lavoro e farlo bene, quindi grazie davvero.

  27. Buonasera vorrei sapere se cura anche l’acne, visto che ci ho speso una fortuna e da anni non riesco a togliermelo da dosso

    • oggisalute scrive:

      Salve, nel caso dell’acne vulgaris funziona, per altri tipi di acne credo di no, quindi, anche nei casi in cui si possa ricorrere all’applicazione in automedicazione, serve sempre una preventiva diagnosi medica, l’autodiagnosi è sempre sconsigliata. Qui comunque c’è un breve video in cui il dottor Ruffini parla proprio dell’applicazione dell’ipoclorito di sodio sull’acne comune: http://www.youtube.com/watch?v=lrF_oNQO32c

  28. Sofia scrive:

    Salve, è in commercio da almeno trent’anni un antisettico chiamato “Euclorina”: qual è la differenza?

  29. Adriano Meis scrive:

    Buonasera,come dliluire e applicare l’ipoclorito per curare la candida vaginale o per herpes labiale?

    Grazie

  30. oggisalute scrive:

    Grazie. Lo inseriamo subito all’interno dell’articolo stesso.

  31. Paolo Ruffini scrive:

    Ringraziando la redazione per questo splendido articolo, fornisco il link per il sito del Metodo Ruffini: http://www.metodoruffini.it

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