Le loro molteplici proprietà curative

Fitoestrogeni: la risposta a tanti problemi di salute

di oggisalute | 11 gennaio 2013 | pubblicato in Prevenzione
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Viene classificata come fitoestrogeno qualsiasi molecola non steroidea, prodotta dal mondo vegetale, che si lega al recettore degli estrogeni, imitandone o modulandone l’azione. I fitoestrogeni  hanno proprietà antiossidante ed estrogenica dall’altro ovvero riducono sia i disturbi dovuti a carenza di estrogeni, sia ad un loro eccesso.

Grazie proprio a queste caratteristiche l’integrazione alimentare dei fitoestrogeni si consiglia nella prevenzione e cura dei sintomi e delle malattie correlate alla menopausa; nella prevenzione della sindrome premestruale e dell’invecchiamento; nella terapia della mastodinia ovvero il dolore nevralgico alla mammella; nellaprevenzione delle malattie cardiovascolari  ossia nella riduzione della pressione arteriosa e  nel miglioramento dell’assetto lipidico, colesterolo HDL  colesterolo totale, LDL , trigliceridi; nel miglioramento del metabolismo osseo; nelle potenzialità antineoplastiche.

Gli alimenti che contengono fitoestrogeni sono la soia, i cereali, le noci, i legumi, le crucifere, i legumi, le radici, la frutta e la verdura. I “comedoni” si trovano in fagioli, cavolini di Bruxelles, trifoglio, semi di girasole. I “lignami” si trovano in quasi tutti i cereali come: germe di grano, frumento, riso, crusa, luppolo, semi di lino, olio di oliva; in tutti i vegetali specialmente in: semi di sesamo e lino, frutti di bosco, mirtillo, ciliegia e pappa reale. Gli “isoflavoni” si trovano in soia e legumi. Altre piante che contengono fitoestrogeni sono: soia (latte di soia e tutti i derivati), aglio, anice, avena, carote, datteri, fagiolini, finocchio, garminia, grano, liquirizia, luppolo, mela, orzo, patata dolce, piselli, riso, salvia, semi di soia, the, caffè, cocco, lampone, limone e arancio. Ovviamente esistono in commercio anche degli integratori alimentari di fitoestrogeni.

Controversa è la questione dell’influenza dei fitoestrogeni sull’attività tiroidea. Infatti spesso viene sconsigliata la somministrazione di fitoestrogeni a soggetti con patologie alla tiroide. Secondo però recenti studi americani gli estrogeni non interferiscono con la funzionalità tiroidea.

Lo testimonia uno studio americano pubblicato su Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism in cui viene dimostrato che gli isoflavoni di soia non aumentano in alcun modo il rischio di ipotiroidismo.

 

 

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