Tumore del retto, il chirurgo: “Migliore qualità di vita per i pazienti”

di oggisalute | 19 ottobre 2016 | pubblicato in Attualità
colon-retto

I traguardi chirurgici e terapici contro il tumore del retto saranno al centro del congresso “Stato dell’arte nel trattamento del carcinoma del retto – Controversie ed obiettivi dell’innovazione”, che si terrà il prossimo 2 dicembre nel Palazzo della Gran Guardia di Verona. Il simposio scientifico occuperà l’intera giornata, dalle 9 alle 17, e vedrà la partecipazione di numerosi esperti che si confronteranno sulle nuove frontiere della ricerca.

Il congresso sarà coordinato da Giacomo Ruffo, direttore del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale “Sacro Cuore – Don Calabria” di Negrar, nel Veronese. Presente, tra gli altri, anche il chirurgo Augusto Sartori, professore a contratto della Scuola di specializzazione in Chirurgia generale dell’Università degli studi di Firenze, che interverrà con una relazione dedicata ai risultati oncologici e funzionali della terapia chirurgica con videolaparoscopia.

“I progressi compiuti negli ultimi anni – spiega Sartori a Oggisalute hanno permesso di ottenere ottimi risultati oncologici, riuscendo a conservare il retto e la funzionalità degli sfinteri in una percentuale di casi molto alta e quindi garantendo una qualità di vita migliore a molti pazienti”.

Negli ultimi anni, la ricerca ha fatto passi da gigante e tanti sono i progressi in campo terapico che stanno contribuendo ad una migliore cura dei pazienti. Tra questi – prosegue Sartori – è da annoverare “l’invenzione delle suturatrici meccaniche, che ha permesso di ricostruire il retto là dove era impossibile farlo con la tecnica manuale, nel retto basso, situato nella parte più profonda e ristretta del bacino”.

E ancora l’avvento della chirurgia mininvasiva e robotica, “che ha permesso – aggiunge il chirurgo – di eseguire interventi molto complessi sul retto, con minima invasività, meno aderenze, meno cicatrici sull’addome e meno dolore, ed una precisione del gesto chirurgico che migliora i risultati. Si possono asportare tumori del retto, mantenendo integro il retto stesso, con eccellente qualità di vita dei pazienti”.

Ruolo fondamentale gioca anche il trattamento chemio-radioterapico prima di eseguire l’intervento chirurgico. “Si è visto che nel 15-20 per cento dei casi, – prosegue Sartori – il tumore scompare completamente. In questi casi la prospettiva di vita è molto buona e si può guarire completamente addirittura senza bisogno di essere operati.”

C’è poi l’utilizzo di interventi chirurgici di alta complessità, che vengono eseguiti in genere solo nei centri più specializzati. Un esempio per tutti è la resezione inter-sfinterica del retto, che consiste nell’asportazione di tutto il retto, conservando però gli sfinteri. “Così, nei pazienti giovani, con buona funzionalità sfinteriale, – spiega il chirurgo – si può evitare la colostomia definitiva, con ottimi risultati sulla qualità di vita, oltre che dal punto di vista oncologico”.

“La chirurgia generale dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar – conclude Sartori – si occupa di questa patologia e dà molta importanza al lavoro multidisciplinare coinvolgendo nelle decisioni l’oncologia, la radioterapia, la radiologia, la gastroenterologia dello stesso ospedale con ottimi risultati”.

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