Palermo, l’arcivescovo Lorefice e l’assessore Razza in visita a “La Maddalena”

di oggisalute | 22 dicembre 2017 | pubblicato in Attualità
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L’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, e il neo assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, hanno visitato ieri mattina il secondo edificio del Dipartimento oncologico di terzo livello “La Maddalena” di Palermo. L’arcivescovo, che nel corso del suo intervento ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dagli operatori sanitari della struttura, oltre ad impartire la benedizione ai nuovi locali, ha incontrato i pazienti dell’Unità operativa di oncoematologia e trapianto di midollo osseo e quelli del reparto di lungodegenza.

Il nuovo edificio è destinato esclusivamente alla degenza, mentre il primo edificio avrà attività ambulatoriale, oltre a quella riservata alla diagnostica per immagini ed alla radioterapia. Il secondo plesso è già operativo per 104 posti letto accreditati con il Servizio sanitario nazionale e con 10 posti riservati ai pazienti paganti. I posti accreditati dall’assessorato (40 per acuti oncologici, 10 per la riabilitazione e 10 posti letto di hospice) potranno entrare in funzione solo dopo la contrattualizzazione con l’Asp di Palermo.

“È stata una delle più belle giornate della mia vita – ha sottolineato Guido Filosto, presidente del Dipartimento oncologico ‘La Maddalena’ – vissuta quasi in simbiosi con l’arcivescovo Lorefice e l’assessore Razza, per avere realizzato con l’aiuto indispensabile di tutti i suoi collaboratori amministrativi e sanitari, un ospedale che dovrà dimostrare, oltre all’accuratezza diagnostica e terapeutica, un rapporto di grande umanizzazione con i pazienti”.

“Qui si trova chi si mette in gioco perché possa essere tenuto alto il tenore umano – ha dichiarato l’arcivescovo Lorefice, nel corso della visita –  . Abbiamo una sfida, nella nostra Sicilia e nella nostra Palermo, c’è bisogno di un salto d’orgoglio perché siamo pieni di tante potenzialità e intelligenza da mettere in campo per la costruzione di un bene che ogni uomo sente dentro come appello, come chiamata. Ognuno di noi – ha concluso – deve contribuire alla felicità dell’altro, insieme dobbiamo lavorare con questa unica finalità”.

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