Giuseppe Checcucci

Sindrome del Tunnel Carpale,
sintomi e terapie

di Giuseppe Checcucci | 9 gennaio 2020 | pubblicato in
giuseppe checcucci

La sindrome del Tunnel Carpale è una patologia a larghissima diffusione: quasi il 2% degli italiani, soprattutto di sesso femminile (rapporto donne/uomini di 4 a 1) e nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni ne soffre. La familiarità costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo della sindrome. Altri fattori predisponenti sono condizioni fisiologiche come la gravidanza e la menopausa, nonché malattie come il diabete, l’obesità, l’artrite reumatoide e l’osteoartrosi.

La sindrome del Tunnel Carpale coinvolge il nervo Mediano al polso. Il problema interessa lo stretto passaggio del polso denominato Tunnel Carpale attraverso il quale scorrono nove tendini e il nervo Mediano. Il Tunnel Carpale è delimitato dalle ossa del polso (carpali) e dalla struttura fibrosa del legamento traverso del carpo (vedi immagine)

Poiché le pareti del Tunnel Carpale risultano essere strutture rigide (ossa e legamento) un qualsiasi agente che determini o l’aumento delle dimensioni del tessuto all’interno del canale o la riduzione dell’involucro tende a comprimere le strutture più nobili (Nervo Mediano) contenute nel canale determinandone quindi la sofferenza (la sindrome del Tunnel Carpale, appunto).

SINTOMI

– Senso di intorpidimento e di formicolio in una o entrambe le mani, accompagnato frequentemente da dolori taglienti che si irradiano attraverso il braccio o la spalla.

– Debolezza nel flettere l’indice, il medio e il pollice.

– Sensazione di dolore in una o in entrambe le mani.

– Mancanza di fiducia nell’afferrare gli oggetti.

– Difficoltà a compiere attività che richiedono abilità motorie delle dita.

TRATTAMENTO

TERAPIA NON CHIRURGICA

Quando i sintomi della Sindrome del Tunnel Carpale sono saltuari o si presentano soltanto durante il sonno, relativamente semplici sono le misure da adottare per minimizzare l’edema o la compressione del nervo Mediano.

Tali trattamenti includono: uno splint per mantenere il polso in una posizione idonea durante il sonno o in una qualsiasi altra attività che causi i sintomi; infiltrazione di cortisone per diminuire l’edema al polso; assunzione della vitamina B; assunzione di farmaci antinfiammatori.

In una grande percentuale dei casi, una o più di queste misure non chirurgiche è efficace nel controllo dei sintomi della Sindrome del Tunnel Carpale.

TERAPIA CHIRURGICA

IL RILASCIO DEL TUNNEL CARPALE

Quando, tuttavia, questi trattamenti non chirurgici non riescono controllare i sintomi, è indicata un’operazione denominata “rilascio del Tunnel Carpale”. In questa procedura, relativamente semplice, il chirurgo incide con attenzione il legamento traverso del carpo, riducendo, in modo istantaneo la pressione all’interno del tunnel carpale che è alla base della sintomatologia persistente.

Pur essendo una tecnica chirurgica relativamente semplice è utile effettuare l’incisione del legamento traverso con occhiali ingranditori per evitare di lesionare i fasci nervosi del Nervo Mediano. Il chirurgo della mano presenta un competenza specifica per la diagnostica e il trattamento idoneo per la Sindrome del Tunnel Carpale facendo ricorso a tutte le metodiche esistenti sia per la prevenzione che per il trattamento terapeutico (chirurgico e non chirurgico).

POST-OPERATORIO

L’intervento viene effettuato in anestesia locale in regime di Day-Surgery (ricovero di un giorno). I movimenti del polso vengono bloccati con una stecca, lasciando però la mobilità delle dita. La mano deve essere tenuta in alto anche durante le ore notturno per almeno 48 ore per evitare la formazione di edema ed ematomi. Dopo circa 15 giorni in visita ambulatoriale viene rivalutato il corretto decorso post-operatorio, rimossi i punti di sutura e la stecca.

Se permane la sensazione di gonfiore, difficoltà al movimento delle dita, fastidio alla cicatrice è opportuno effettuare un ciclo di ultrasuoni in acqua, massaggi per riduzione dell’edema e per lo scollamento delle aderenze cicatriziali. Per ulteriori 15 giorni è opportuno non effettuare sforzi con il polso, anche se deve essere mantenuto in movimento svolgendo le normali attività quotidiane.

Movimenti Permessi (dopo la rimozione dei punti)

Lavarsi

Mangiare

Guidare

Scrivere

Movimenti non permessi  (dopo la rimozione dei punti)

Stirare

Prendere la spesa

Martellare

Aprire le tapparelle

Dott. Giuseppe Checcucci, chirurgia della spalla e dell’arto superiore presso la Casa di Cura “Villa Donatello” di Firenze

Per informazioni e contatti:

info@villadonatello.it

Tel: 055 50975

www.villadonatello.it

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