“Bocciati” in stile di vita? Gli studenti non ci stanno – FOTO

di oggisalute | 16 novembre 2015 | pubblicato in Attualità
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“Perché non siamo mai stati solo “pasta al tonno e kebab”!”.  È con questo spirito che da qualche giorno decine di studenti hanno deciso di “metterci la faccia” insieme a frutta e verdura in risposta ad una recente ricerca che “boccia” gli universitari in stile di vita e corretta alimentazione.

Eppure, al di là dei grandi numeri e dei voti davvero bassi, ci sono studenti che, invece, la frutta e la verdura la mangiano, anzi. Per questo il team del sito di ricette Lo Studente Indeciso ai Fornelli, ha lanciato un social mob in difesa delle buone abitudini alimentari di tanti universitari.

“Alcuni sono esperti di cucina vegana, sono salutisti e, talvolta, anche cuochi brevetti – si legge in una nota – . Tramite i nostri canali social abbiamo invitato amici, colleghi, followers e tutti gli studenti a postare un loro selfie con frutta e verdura usando l’hashtag da cui prende nome l’iniziativa: #ieatit. Un’idea che sta riscuotendo un enorme successo. Continuano, infatti, ad arrivare foto sui nostri social da parti di studenti italiani, anche residenti all’estero, uniti dallo stesso obiettivo: dimostrare che una buona fetta dell’Italia universitaria non rinuncia ad uno stile di vita sano che inizia proprio dalla tavola”.

Nel giro di pochi giorni sono già più di 100 le foto condivise dagli utenti sui social tramite questo l’hashtag #ieatit. Mele, zucchine, kaki, arance, peperoni e tanta altra frutta e verdura hanno colorato questa iniziativa, che ha raggiunto già decine di migliaia di persone su Facebook ed Instagram.

L’indagine. Sedentari, fumatori e consumatori di alcolici, oltre a una dieta squilibrata. Questo, in sintesi,  il ritratto degli studenti universitari italiani “rimandati” in stili di vita e corretta alimentazione secondo un’indagine dello “Sportello Salute Giovani”, promossa dalla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica e dall’Istituto Superiore di Sanità. Come affermano anche i ricercatori: dall’offerta di porzioni di frutta e verdura al posto di calorici snack nei distributori automatici, all’incremento della disponibilità di strutture sportive nei campus universitari, all’organizzazione di corsi che educhino all’uso consapevole delle nuove tecnologie, evitandone gli abusi, a sportelli di counseling dentro gli atenei a loro disposizione.

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