Fibrillazione atriale e scompenso cardiaco, a Torino la prima sala italiana di cardiologia “a raggi zero”

di oggisalute | 18 aprile 2014 | pubblicato in Attualità

Per la prima volta in Italia, presso la Cardiologia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretta da Fiorenzo Gaita, grazie ad un contributo di 2 milioni di euro della Compagnia di San Paolo, è stata realizzata la più moderna sala di Elettrofisiologia interventistica. Questa sala, dotata di una tecnologia che combina la più recente apparecchiatura radiologica per angiografia con un sistema gps di tipo medico, sarà dedicata sia alla cura della fibrillazione atriale tramite l’ablazione transcatetere sia a quella dello scompenso cardiaco, mediante impianto di defibrillatori impiantabili e dispositivi di resincronizzazione biventricolare.

La fibrillazione atriale, causa di un terzo degli ictus nel mondo oltre che di forte invalidità, è oggi trattata mediante ablazione transcatetere in circa 500.000 casi all’anno nel mondo. Lo scompenso cardiaco, invece, vera epidemia di questo secolo, riduce drasticamente l’aspettativa oltre che la qualità di vita in più di 26 milioni di pazienti al mondo, richiedendo solo in Italia circa 10.000 impianti di dispositivi impiantabili all’anno.

In che cosa consiste l’innovazione tecnologica? Spiega il professor Gaita: “Questa sofisticata tecnologia riduce la necessità di utilizzo di radiazioni sfruttando immagini fluoroscopiche pre registrate ad un bassissimo livello di dose. Tale sistema consente di limitare l’utilizzo della fluoroscopia convenzionale, riducendo drasticamente l’esposizione radiologica sia per i pazienti sia per gli operatori presenti in sala. I medici possono costantemente tracciare e aggiornare la posizione e l’orientamento dei dispositivi abilitati all’interno del cuore attraverso l’informazione raccolta dal processo di localizzazione elettromagnetica (gps)”.

Fino ad ora, nel mondo, solo una decina di sale operatorie sono dotate di questo sistema (sei in Europa, tre negli Stati Uniti e una in Canada), destinato a diventare una priorità nelle scelte strategiche ospedaliere. Secondo le indicazioni della Società europea di cardiologia, infatti, la priorità data alla radioprotezione in un dipartimento cardiologico rappresenta, insieme alla scelta di percorsi diagnostico-terapeutici adeguati (“il corretto esame, con la giusta dose, al paziente che necessita”), una efficace strategia per la prevenzione primaria del cancro.

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