Il sondaggio

Cala il gradimento degli italiani
per il Servizio sanitario nazionale

di oggisalute | 21 marzo 2019 | pubblicato in Attualità
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Gli italiani soddisfatti del Servizio sanitario nazionale sono ancora la maggioranza (57%), ma il dato risulta in calo rispetto al 2018 quando a dichiararsi molto o abbastanza soddisfatti era il 65% della popolazione, secondo un’indagine svolta da Istituto Piepoli. La ricerca è stata presentata oggi nel corso di Inventing for Life – Health Summit, organizzato a Roma da Msd Italia, che ha riunito clinici, rappresentanti di istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti per fare il punto sulle grandi priorità della sanità pubblica a livello globale nella prospettiva della centralità dei pazienti e del difficile equilibrio tra innovazione e sostenibilità

Secondo l’opinione degli italiani, il compito primario della sanità pubblica dovrebbe essere quello di accelerare i percorsi di cura delle persone con malattia e di evitare che le persone sane si ammalino: le priorità sulle quali dovrebbero concentrarsi nei prossimi anni gli sforzi del Ssn sono, nell’ordine, la riduzione dei tempi di attesa per esami e interventi (79%) e la prevenzione delle malattie (51%) seguiti dal sostegno alle fasce deboli, come famiglie a basso reddito, malati cronici, disabili (49%). Nello scenario italiano, l’indagine dell’Istituto Piepoli ‘misura’ gli ostacoli che dal punto di vista dei cittadini limitano la piena realizzazione del principio della centralità del paziente.

In primo luogo il tema dell’uguaglianza di accesso alle prestazioni sanitarie: secondo la quasi totalità del campione (97%) oggi vivere in alcune Regioni piuttosto che in altre comporta opportunità disuguali di accesso alle terapie innovative. La conseguenza è che per il 64% del campione in Italia le persone non accedono rapidamente alle terapie innovative, in particolare quelle per il cancro (33%), le malattie neurologiche (19%), le malattie cardiologiche (16%). Altro aspetto critico è quello che riguarda i tempi di attesa troppo lunghi per avere una prima visita specialistica (44%), per fare gli esami diagnostici necessari (37%), per ricevere la terapia (22%) e per avere una visita di follow up (19%).

Il medico di famiglia si conferma un punto di riferimento per il 49% degli intervistati e il 36% si rivolge a questo operatore prima di andare da uno specialista. Ma proprio il medico di famiglia è soggetto a limitazioni nella prescrizione dei farmaci: l’81% degli italiani vorrebbe che il medico di famiglia potesse prescrivere anche i farmaci innovativi. Il medico di famiglia è anche considerato la fonte più attendibile per le informazioni sanitarie (60% degli intervistati), mentre Internet è attendibile solo per il 14%.

Le fake news restano percepite come una minaccia: ben l’87% degli italiani ritiene che siano pericolose per la salute delle persone, e 1 intervistato su 3 ha ammesso di aver creduto almeno una volta a una fake news. I vaccini (47%) l’ambito più gettonato, seguito dai tumori (42%).Per l’83% degli italiani, il settore in cui è più importante investire per favorire l’innovazione è la Sanità, seguita dall’Educazione. Tra le patologie in cui gli italiani vorrebbero vedere maggior investimenti, i tumori sono al primo posto, con ben il 69% delle preferenze, seguiti dalle malattie cardiologiche (28%) e neurologiche (26%).

“Di fronte alle grandi priorità globali di salute pubblica è sempre più necessario un approccio olistico e convergente – dichiara Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia – oggi, ispirati dalle testimonianze di relatori d’eccezione, abbiamo avuto la straordinaria opportunità di confrontarci con tutti gli attori del Sistema Salute, secondo un’ottica di condivisione e con la volontà di partecipare tutti alla costruzione di modelli sempre più efficienti e trasparenti, per ottimizzare gli investimenti pubblici e privati e contribuire con efficacia sempre maggiore l’universalismo e il solidarismo del nostro Servizio sanitario nazionale”.

Al termine dell’incontro la proclamazione della prima edizione del ‘Premio Umberto Mortari’ per la ricerca scientifica nell’ambito delle Life Sciences istituito per onorare, a pochi mesi dalla sua scomparsa, la memoria di Umberto Mortari, presidente e amministratore delegato di Msd Italia dal 1992 al 2007. Obiettivo del riconoscimento è quello di valorizzare le giovani eccellenze italiane che si siano distinte nel campo delle Life Sciences all’estero, dando lustro al nostro Paese, o rientrando in Italia.

Come ricercatore italiano under 40 che lavora stabilmente all’estero Simone Sidoli, che dal febbraio 2019 dirige il Laboratorio di Proteomica e Biologia Strutturale dell’Albert Einstein College of Medicine (New York, Usa), è stato premiato per lo sviluppo di tecniche innovative di spettrometria di massa (middle-down proteomics e bottom-up proteomics) dedicate all’analisi delle modificazioni epigenetiche degli istoni, che sono alla base della regolazione dell’espressione genica. Mentre come ricercatore italiano under 40 che lavora stabilmente in Italia è stata premiata invece Velia Siciliano, giovane biologa che guida il suo gruppo di ricerca presso il Center for Advanced Biomaterials for Healthcare dell’Istituto Italiano di Tecnologia (diretto da Paolo Netti). La sua attività si è indirizzata all’utilizzo della biologia sintetica per sviluppare terapie per malattie infettive e tumorali.

(Fonte: Adnkronos)

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