Le critiche di Coldiretti

L’Onu annuncia tassa che
colpisce alimenti “made in Italy”

di oggisalute | 19 luglio 2018 | pubblicato in Attualità
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L’annuncio dell’Onu di voler tassare olio d’oliva, Parmigiano reggiano, Grana, prosciutto e persino il vino, equiparandoli a sostanze e cibi dannosi per la salute e scoraggiandone il consumo, colpisce oltre un prodotto agroalimentare made in Italy esportato su tre. Con effetti gravissimi sull’economia del Paese, ma anche sulla salute dei cittadini. E’ quanto stima la Coldiretti, nel denunciare “l’atteggiamento schizofrenico dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che da una parte riconosce il valore della dieta mediterranea come la migliore, tanto da essere stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità, ma dall’altra pensa di colpire gran parte degli alimenti che ne fanno parte”.

“Sulla scorta dei sistemi di etichetta a semaforo adottati in Gran Bretagna e Francia – sottolinea l’associazione – l’Onu, nella terza riunione sulle malattie non trasmissibili in programma il 27 settembre, si prepara a penalizzare i prodotti che contengono zuccheri, grassi e sale, equiparandoli di fatto alle sigarette con l’inserimento di immagini choc sulle confezioni per scoraggiarne il consumo, mentre darebbe il via libera a tutti i prodotti dietetici e poveri di zuccheri delle multinazionali, come ad esempio le bibite gassate ricche di aspartame”.

“Una posizione priva di solide basi scientifiche – commenta la Coldiretti – che va contro gli stessi principi della dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino, consumati a tavola in pasti regolari, che ha consentito agli italiani di conquistare valori record nella longevità a livello mondiale, con una speranza di vita di 82,8 anni (85 per le donne e 80,6 per gli uomini)”.

Per la Coldiretti “in questo modo si mette in pericolo non solo la salute dei cittadini italiani ed europei, ma anche un sistema produttivo di qualità che si è affermato pure grazie ai riconoscimenti dell’Unione europea”. In particolare, “in gioco per l’Italia c’è la leadership in Europa nelle produzioni di qualità con 293 riconoscimenti di prodotti a denominazione (Dop/Igp)”.

“Alle Nazioni Unite, sotto il pressing di poche multinazionali – dichiara il presidente dell’associazione, Roberto Moncalvo – si cerca di affermare un modello alimentare fuorviante, discriminatorio e incompleto, che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”.

“Le distorsioni provocate dal sistema di informazione visiva adottato con formule diverse in Gran Bretagna e Francia – conclude Moncalvo – è solo il punto di partenza dell’iniziativa dell’Onu, che sta addirittura teorizzando appositi sistemi di tassazione per colpire i prodotti della dieta mediterranea, garanzia di benessere e longevità”.

(Fonte: Adnkronos)

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