L'allarme del sindacato

Esodo dei medici dal Ssn, 85 mila in meno nei prossimi 10 anni

di oggisalute | 18 settembre 2017 | pubblicato in Attualità
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“Un esodo biblico dal Ssn: 85.000 medici in meno nel prossimo decennio e la prospettiva di una desertificazione professionale, quantitativa e qualitativa, di ospedali e territori, cure primarie e cure specialistiche”. Per invertire questo trend, “il Governo faccia la sua parte” sulla formazione post laurea. Lo chiede l’Anaao Assomed, tornando sull’allarme per la prossima carenza di camici bianchi, non solo specialisti, lanciato ieri anche dalla Fnomceo e dall’Ordine dei medici di Bari.

Il sindacato rimane “convinto che la via maestra sia quella adottata in tutta Europa, vale a dire l’assunzione nel Ssn di tutti i laureati, in coerenza con il fabbisogno del sistema sanitario, con un contratto a tempo determinato, finalizzato al completamento del percorso formativo, quindi aggiuntivi alla dotazione organica calcolata ai fini assistenziali, un diritto oltre che il requisito per l’accesso al mondo del lavoro”. Per l’Anaao, “l’urgenza e la necessità di una riforma vera del sistema di formazione post laurea dei medici, di cui il finanziamento è solo un tassello, dovrebbe essere evidente anche a chi non vuole né sentire né vedere”.

I medici “sono disponibili a fare la loro parte attraverso uno sforzo eccezionale quanto congiunto, ma Governo e ministri non possono chiamarsi fuori, continuando a traccheggiare e rimpallandosi le responsabilità di ritardi inaccettabili e di errori imperdonabili. Occorre intervenire ora, se veramente si ha a cuore la sanità pubblica, come dichiarato dal presidente del Consiglio, investendo sul suo capitale umano, presente e futuro. A cominciare dai 15.000 giovani medici in attesa, da più di 16 mesi, di un concorso il cui bando sembra desaparecido, al pari dell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto della dirigenza sanitaria”.

(Fonte: Adnkronos)

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