Chirurgia estetica

Senza bisturi in cinque minuti,
allo studio ritocco lampo al naso

di oggisalute | 4 aprile 2019 | pubblicato in Attualità
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Un ritocco lampo, senza bisturi, per modificare il naso in poco più di 5 minuti, utilizzando aghi sottilissimi e corrente elettrica. Secondo un team di ricercatori statunitensi, le cartilagini, come orecchie e punta del naso, possono essere rimodellate attraverso una procedura di reshaping elettromeccanico (Emr). Un intervento ‘lampo’ eseguito in anestesia locale, risparmiando tagli, punti e cicatrici, come hanno spiegato gli specialisti intervenuti ad una conferenza in Florida.

Nessun test sull’uomo è ancora stato effettuato, si legge sulla ‘Bbc online’. I ricercatori hanno provato l’Emr sugli animali, scoprendo di essere in grado di modificare le orecchie di un coniglio: da verticali a piegate. Ma come funziona? La cartilagine è gommosa al tatto, ma è costituita da minuscoli filamenti di una proteina, chiamata collagene, legata insieme da altre piccole proteine. È flessibile, ma mantiene la sua forma. La tecnica comporta il passaggio di una corrente elettrica nel tessuto (attraverso piccoli aghi) per rendere la cartilagine flessibile e rimodellarla.

“Una volta che il tessuto è flessibile – ha spiegato uno dei ricercatori, il californiano Michael Hill – puoi modellarlo in qualsiasi forma si desideri”. Basta poi consentire al tessuto di ‘indurirsi’, per fissare la nuova forma. E il cambiamento dovrebbe essere permanente. Hill e il suo collega Brian Wong, dell’Università della California, hanno spiegato al meeting dell’American Chemical Society che l’Emr potrebbe essere utile per trattare condizioni, come tendini stretti e problemi alla vista causati dalla forma della cornea.

Una ricerca interessante, ma è troppo presto per dire se la tecnica potrà essere utilizzata davvero, secondo il chirurgo plastico Iain Whitaker della Swansea University Medical School, componente dell’Associazione britannica dei chirurghi plastici, ricostruttivi ed estetici. “È sempre bene cercare nuovi modi per ridurre l’invasività della chirurgia, ma potrebbe essere complicato realizzare trial sull’uomo” di questa tecnica, ha concluso l’esperto.

(Fonte: Adnkronos)

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