Risonanza magnetica del cuore, riconoscimento al Maria Cecilia Hospital

di oggisalute | 31 ottobre 2016 | pubblicato in Attualità
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Una nuova certificazione per la diagnostica cardiovascolare del Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ra), struttura di alta specialità Gvm Care & Research accreditata con il Sistema sanitario nazionale. Ad assegnare l’attestato di competenza sono stati gli esperti Eacvi (European Association of Cardiovascular Imaging). Il riconoscimento internazionale attesta l’ottimo livello di competenza raggiunto nell’esecuzione della risonanza magnetica cardiaca ed è stato rilasciato a Stefano Censi, specialista in Cardiologia e imaging cardiovascolare del Maria Cecilia Hospital.

La risonanza magnetica cardiaca è destinata ad avere sempre maggiore spazio nel settore della diagnostica per immagini e trova applicazione per l’intero spettro delle patologie cardiache e dei vasi sanguigni. Attualmente affianca e completa le tecniche di primo livello, come ecocardiografia transtoracica e transesofagea, ma supera queste stesse metodiche grazie ad una tecnologia di indagine molto sofisticata.

“La risonanza cardiaca – spiega Stefano Bosi, coordinatore della Cardiologia di Maria Cecilia Hospital – è una metodica diagnostica complementare rispetto all’ecocardiografia e alternativa alla medicina nucleare. Per la diagnosi della cardiopatia ischemica, principale causa di problemi cardiovascolari, non ultimo l’infarto del miocardio, al Maria Cecilia Hospital ci affidiamo pressoché esclusivamente alla Risonanza cardiaca: ne eseguiamo circa 800 l’anno”.

“I vantaggi – precisa Bosi – sono importanti: non è un’indagine invasiva e dolorosa, non utilizza radiazioni ma sfrutta campi magnetici e onde di radiofrequenza per catturare immagini del cuore nelle 3 dimensioni, sia statiche che in movimento, sincronizzandosi con il battito cardiaco”. Molteplici i campi di impiego della Risonanza cardiaca: analisi della funzione ventricolare e delle valvole cardiache, controllo e intervento su protesi precedenti, in particolare quelle impiantate per via percutanea. Ancora, il suo valore diagnostico è riconosciuto nella caratterizzazione tissutale di numerose patologie, così da rendere meglio identificabili problemi di infiammazione, necrosi, fibrosi.

Inoltre, se si punta l’attenzione sulle cardiomiopatie, la risonanza magnetica cardiaca assume un’importanza fondamentale, proprio nello studio di malattie del cuore a prevalente eziologia genetica. “È indispensabile differenziare la patologia vera e propria, che sia una cardiomiopatia dilatativa o un ispessimento patologico del muscolo cardiaco, dagli adattamenti fisiologici che il cuore subisce per l’esercizio fisico prolungato, il cosiddetto ‘cuore d’atleta’”, spiega ancora Bosi.

“La risonanza ha un ruolo centrale pure nella diagnosi della cardiomiopatia aritmogena ad elevato rischio di aritmie fatali. E’ inoltre in grado d’identificare anomalie d’origine e decorso delle arterie coronarie, rara causa di angina e morte improvvisa nei giovani. Le altre applicazioni – aggiunge – comprendono le miocarditi (malattie infettive), le malattie del pericardio (la membrana di rivestimento del cuore), i tumori cardiaci, le patologie dell’aorta e delle arterie periferiche”. Occorrono dai 40 ai 60 minuti per eseguire una risonanza cardiaca completa, compreso, se previsto, l’impiego del mezzo di contrasto. Nei diabetici, la risonanza magnetica cardiaca è consigliata in quanto può svelare ischemie silenti.

(Fonte: Adnkronos)

Commenti

  1. antonio bandiersmonte scrive:

    vorrei sapere se la cardiorisonanza eseguita al Maria Cecilia Hospital, puo’ essere fatta anche sotto stress farmacologico. Grazie

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