Osservatorio Ca' Granda: "L'approccio deve essere integrato e multidiscplinare"

Economia e salute, sono sempre più i pazienti “in crisi per la crisi”

di oggisalute | 17 aprile 2014 | pubblicato in Psicologia e sessualità
crisi

La crisi manda in crisi. Un gioco di parole, dietro cui si nasconde però una amara realtà: l’economia condiziona la situazione psicologica e relazionale di chi la vive. Non è un caso che in questo periodo di forte instabilità materiale sono sempre più le persone che si rivolgono a psicologi e istituti specializzati. A denunciarlo è l’Osservatorio sulla crisi della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, inaugurato esattamente un anno fa.

Negli ultimi 12 mesi ha registrato un aumento del 15% delle prime visite. Il dato conferma il trend degli anni precedenti, nei quali i “pazienti della crisi” sono passati dagli 8 del 2010 ai 32 del 2012: in pratica, ad oggi la crisi economica è uno dei fattori rilevanti nella comparsa di problemi psicologici in almeno un paziente su quindici dei centri psico-sociali, e il trend è destinato ad aumentare ulteriormente.

Secondo gli esperti della Fondazione Ca’ Granda i dati, anche se preliminari, “si mostrano coerenti con le rilevazioni dei precedenti anni. Risultano essere colpite fasce di popolazione eterogenee: oltre ai giovani, nei quali è rilevante il pensiero di ‘assenza di futuro’, ci sono anche individui con età media più elevata, compresa tra i 35 e i 59 anni, spesso in situazione di precarietà lavorativa. L’identità lavorativa è un importante fattore protettivo per la salute mentale delle persone, insieme alle relazioni familiari e sociali, alla sicurezza economica e a numerosi altri fattori”. I ‘pazienti della crisi’ sono sia uomini che donne, con una lieve predominanza del sesso femminile. L’età media è 50 anni, anche se ci sono alcuni casi più ‘estremi’: il più giovane ha 25 anni, ma non mancano pazienti della terza età. “Un chiaro segno – commenta Andrea Giannelli, responsabile del progetto – che le problematiche psicologiche riconducibili alla crisi economica sono trasversali a numerose fasce di popolazione”. C’è infine una certa eterogeneità anche sotto il profilo professionale: a chiedere aiuto sono soprattutto piccoli commercianti, dirigenti di azienda e,  paradossalmente, professionisti dell’area delle ‘professioni d’aiuto’, come educatori od operatori socio-assistenziali.

I dati dell’Osservatorio, ottenuti attraverso una metodologia rigorosa, mostrano che le persone psicologicamente colpite dalla crisiricevono un minor supporto dalla propria famiglia o dall’habitat sociale rispetto sia alla popolazione generale sia delle persone afferenti al centro per altre patologie, con la probabile conseguenza di esternalizzare maggiormente il disagio”. La crisi, insomma, colpisce due volte: la prima a livello psicologico dell’individuo, e la seconda ‘isolando’ la persona dal supporto di parenti e amici.

Le richieste di aiuto legate alla crisi economica riguardano principalmente disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, dell’adattamento, problemi di insonnia e disturbi del comportamento. “L’approccio scelto dall’Osservatorio – dice Carlo Altamura, direttore del dipartimento di Neuroscienze e salute mentale del Policlinico – è di andare in profondità, evitando spiegazioni semplicistiche. Questo può essere fatto intervenendo in modo integrato sugli utenti, con operatori specialistici del Centro psico-sociale, come psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali, che collaborano con operatori che già operano sul territorio e assumono un ruolo determinante nella riattivazione della rete sociale di supporto”.

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