"strategie di difesa"

Od(d)io le zanzare!

di oggisalute | 27 giugno 2013 | pubblicato in Attualità
zanzara

Alzi la mano chi non ha mai maledetto Noè per aver imbarcato anche la zanzara nell’Arca!

Ogni estate è un’eterna lotta. E sembra che, ogni anno, ce ne siano sempre di più.

“Il modo migliore per difendersi dalle punture di zanzare è – spiega Roberto Pantaleoni, dell’Istituto per gli studi degli ecosistemi (Ise) del Cnr e docente dell’Università di Sassari – attrezzarsi con zanzariere, altrimenti non resta che ricorrere ai prodotti chimici di uso domestico (spray, spirali, fornellini elettrici) che però non giovano alla salute di chi ne viene a contatto.

Contro le specie esofile (cioè che pungono all’aperto) diurne, invece, non vi è altro mezzo che utilizzare lozioni insettifughe.

In casa, inoltre, è importante eliminare eventuali microfocolai domestici, come sottovasi di piante e bacinelle”.

Secondo il ricercatore: “le zanzare cercano le loro ‘vittime’ in presenza di segnali involontariamente lanciati dal bersaglio, come gli odori, la respirazione, il calore e l’umidità emessi. E’ vero che sono più aggressive alcune specie, come la ‘zanzara tigre’, introdotte di recente nel nostro Paese, però – ha aggiunto – la loro puntura non comporta rischi di allergie“.

Sembrerebbe, infatti, che siano più diffuse le allergie da peli di cani e gatti da pollini, saponi e altri prodotti per la cura della persona.

“Esistono poi situazioni particolari – ha affermato Roberto Pantaleoni – nelle quali piccoli insetti come gli psocotteri, ma soprattutto i loro stretti parenti, gli acari, possono causare problemi in soggetti predisposti. Solo nelle persone allergiche, infine, la puntura di imenotteri aculeati (vespe, api e altri) può avere conseguenze gravi, e il caldo peggiora l’eventuale stato di malessere di chi ne è afflitto”.

Ma come fare per combattere l’odioso insetto?

La lotta adulticida, esclusivamente chimica, andrebbe limitata a casi d’emergenza, mentre la lotta antilarvale, che può avvalersi di preparati microbiologici, è – sottolinea il ricercatore – la colonna portante di un buon programma di controllo.

Non vanno trascurati, in questi casi, gli interventi di bonifica ambientale e quelli di tutela dei predatori di zanzare, come pipistrelli e uccelli insettivori”.

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