Il caso

Fecondazione, oltre tremila coppie italiane emigrate in Spagna

di oggisalute | 25 novembre 2020 | pubblicato in Attualità
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Le coppie italiane fanno ancora le valigie e vanno all’estero, in particolare in Spagna, per realizzare il sogno di un figlio con la fecondazione assistita, soprattutto con l’eterologa. “Secondo i dati del registro del ministero della Salute iberico, circa 3350 coppie italiane nel 2017 si sono recate in Spagna per inseguire il sogno di un figlio. Con un importante aggravio di spese per viaggio e soggiorno, nella convinzione di trovare una via di accesso più facile, in particolare all’ovodonazione. In realtà, il nostro Paese è assolutamente all’avanguardia in questo settore”. Lo evidenzia Filippo Maria Ubaldi, direttore scientifico di GeneraLife, il primo gruppo europeo di centri specializzati a guida italiana, che garantirà un percorso di piena sicurezza tutto all’interno del network, senza necessità di ‘viaggi della speranza’ per tentare di diventare genitori.

Viaggiare per avere un figlio, rimarcano gli esperti, oggi non è davvero più necessario, soprattutto in tempi di Covid-19. E la fotografia del desiderio degli italiani di avere figli ha mostrato nei mesi ‘post-lockdown’ una forte ripresa: in 5 centri GeneraLife in Italia (Roma, Torino, Napoli, Marostica e Umbertide), ad agosto 2020 è stato registrato un aumento di 8 volte dei trattamenti di Pma rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

A settembre, il trend negli ormai 7 centri italiani (si sono unite al gruppo Firenze e Grosseto) sembra non essersi fermato: 409 ‘pick up’, ovvero il prelievo degli ovociti (+64% rispetto ad agosto), che è la prima fase di un percorso di Pma omologa, oltre a 702 prime visite (numero record rispetto a tutti gli altri mesi dell’anno) e a 78 procedure eterologhe. Numeri in aumento anche ad ottobre (481 i pick up, in crescita del 18%).

Ma è proprio l’eterologa la tecnica per la quale le coppie italiane sono ancora convinte, a volte, di poter trovare un’offerta più agevole in altri Paesi come la Spagna. “Il livello dei trattamenti nel nostro Paese è invece altissimo – spiega Ubaldi – nonostante questo, alcuni pazienti scelgono di investire tempo e denaro per viaggiare altrove. Bisogna far sapere che in Italia ci sono tutte le tecnologie e l’expertise adatte ad assicurare un’assistenza ai massimi livelli”.

Il gruppo GeneraLife, peraltro, “garantirà l’accesso anche attraverso il Servizio sanitario nazionale, grazie al centro convenzionato Demetra di Firenze che è entrato a far parte di GeneraLife. Infine, i nostri centri sono oggi dotati di una banca donatrici interna al gruppo, per garantire un percorso della massima sicurezza possibile, dall’inizio alla fine del trattamento di ovodonazione”.

Un’eccellenza italiana è, dunque, al timone del nuovo gruppo di cliniche GeneraLife, presente in 4 Paesi europei (Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Svezia, con 12 centri in totale) e presto anche in altre Nazioni. Un network dinamico, con un board di ginecologi ed embriologi, che affiancano la direzione scientifica, in modo da gestire la singola e particolare realtà sociale e geografica di ogni Paese e di ogni tipologia di struttura (privata/privata convenzionata), per essere vicino alle coppie a seconda delle differenti esigenze e anche del contesto sociale ed economico.

“Ciò che si fa a Roma – commenta Laura Rienzi, direttore scientifico di GeneraLife insieme a Filippo Maria Ubaldi – non può essere uguale a ciò che è necessario fare in Spagna o in Svezia. Per questo, il nostro board garantirà che il meglio possa essere offerto a ogni singolo paziente, ovunque si trovi, basando il nostro lavoro sulla continua ricerca e aggiornamento scientifici. E in Italia avremo la possibilità di garantire assistenza non solo privata ma anche pubblica, grazie all’accesso in convenzione con il Ssn che il nostro centro in Toscana garantisce ormai da anni”.

“La nascita del gruppo europeo GeneraLife – aggiunge Claudia Livi, direttore medico del centro Demetra by GeneraLife – ci consentirà di condividere i più avanzati protocolli di diagnosi e trattamento dell’infertilità e di garantire alle coppie un percorso sicuro nella procreazione medicalmente assistita. Il nostro centro di Firenze vanta una lunga tradizione in Italia e offre anche un accesso alle prestazioni attraverso il Sistema sanitario pubblico, e quindi la possibilità di effettuare i cicli di Pma in convenzione per le coppie infertili. Saremo quindi in grado di offrire trattamenti sempre tecnologicamente all’avanguardia, ma accessibili a tutti”.

“La criticità principale dell’ovodonazione in Italia – fa notare Francesca Bongioanni, direttore medico del centro Livet by GeneraLife di Torino – è sempre stata la necessità dei centri di rivolgersi a banche di ovociti estere, a causa del divieto di poter ricompensare economicamente le donatrici in Italia. Per i centri italiani del gruppo la possibilità di contare su una banca di gameti interna rappresenta dunque un grande vantaggio: permette di avere un maggiore controllo e una migliore condivisone dei protocolli, rendendoci di fatto un unico centro”.

“La possibilità di scambiare informazioni e condividere i percorsi con maggiore facilità ci consentirà di avere sempre migliori risultati. Per il centro Livet, in particolare, il cambio di metodo (prima ci arrivavano embrioni, ora riceviamo ovociti congelati e procediamo noi stessi alla fecondazione in vitro) permette di internalizzare la maggior parte del processo e di avere molte più informazioni sulla qualità embrionaria, potendo applicare i migliori standard di laboratorio”.

(Fonte: Adnkronos)

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