Al via la campagna di prevenzione e cura delle disfunzioni tiroidee

di oggisalute | 30 marzo 2016 | pubblicato in Attualità
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Si è notata un’oscillazione rapida nel peso? Al risveglio o durante la notte è stata avvertita un’accelerazione nel battito cardiaco? Si seguono diete che faticano a dare risultati? Ci sono rigonfiamenti al collo? E se fosse tutta colpa della tiroide? Un controllo endocrinologico può dare le risposte a queste domande, ed eventualmente, indicare la strada giusta per correre ai ripari.

I disturbi legati a un malfunzionamento della tiroide sono subdoli in quanto lanciano scarsi campanelli di allarme, per questo puntare sulla prevenzione è l’arma più efficace per scovarli e gestirli per tempo. «Pelle secca, umore a terra, problemi mestruali e di fertilità, colesterolo alto, affaticamento, spossatezza, sensazione di caldo o freddo eccessivo, ansia, depressione, caduta dei capelli, difficoltà a deglutire, perdita di memoria e chili di troppo, sono tutti sintomi che possono nascondere una patologia della tiroide ma a cui spesso non si fa caso» spiega il dottor Samorindo Peci, endocrinologo e direttore del Cerifos, Centro di Ricerca e Formazione Scientifica milanese.

«Le conseguenze sono il ritardo nella diagnosi, e quindi nel trattamento terapeutico, e una gestione della malattia più difficile, con l’aumentato rischio di incorrere in effetti collaterali» spiega il dottor Peci. «Per questo è importante fare una corretta informazione tra il pubblico e promuovere l’importanza della prevenzione, invogliando a rispettare il calendario dei controlli, specialmente se si tratta di donne in età fertile o in corso di gravidanza: periodo durante il quale una corretta funzione tiroidea è importantissima, visto che anche un difetto lieve può creare problemi alla salute della gestante e del nascituro».

Il problema è sempre più diffuso. Oggi, infatti, nel nostro Paese le patologie tiroidee colpiscono circa 6 milioni di persone, ma oltre il 50% delle persone che soffrono di disturbi alla tiroide non è consapevole della propria condizione patologica. «In un’ottica di salvaguardia della salute, durante la campagna di prevenzione effettueremo un approccio che prenda in carico il disturbo a tutto tondo, attraverso una visita specialistica, un’ecografia alla tiroide e l’elaborazione di un piano di dieta alimentare personalizzata, adatta a risolvere i problemi che la tiroide comunemente provoca. Come gli ultimi studi confermano, infatti, ottimi risultati nella riduzione del problema, si possono ottenere anche solo grazie ad un’alimentazione corretta».

I disturbi nella maggior parte dei casi sono curabili con l’approccio terapeutico giusto e agendo su più livelli, ma sono in aumento anche i casi di tumori alla tiroide. Secondo gli ultimi dati si tratta infatti della patologia neoplastica che ha fatto registrare negli ultimi vent’anni il maggior aumento di casi: il 2% di tutti i tumori e un’incidenza particolarmente alta tra i 25 e i 60 anni (anche se non sono infrequenti casi sia prima dei 20 anni che dopo i 70). Basti sapere che nel decennio 1990-2000 il tumore della tiroide colpiva circa il 3% della popolazione italiana, nel decennio 2000-2010 il 4% e negli ultimi cinque anni si calcola che la percentuale si sia attestata al 5%. «Lo screening serve anche ad escludere la presenza della patologia neoplastica» chiarisce il dottor Peci.

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