Alimentazione: studio “assolve” zucchero per rischi di diabete

di oggisalute | 28 giugno 2018 | pubblicato in Nutrizione
zucchero

Nessuna ‘relazione pericolosa’ diretta tra lo zucchero, il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari. E’ quanto emerge da uno studio epidemiologico americano, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, basato sulla ricerca, durata 16 anni, dei biomarcatori dello zucchero nelle urine di oltre 80.000 donne.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricerca statunitense appartenente a diversi Istituti e Università americane (College of Health Solution – Arizona University; Division of Public Health Sciences – Seattle University; Harvard Medical School – Boston e altri). Lo studio, che ha tenuto sotto osservazione, per 16 anni, un campione di oltre 80.000 donne, ha portato a risultati inattesi: lo zucchero, inteso come zuccheri totali quali saccarosio, fruttosio, lattosio, non provoca e non è causa diretta di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

La scoperta, che conferma ricerche precedenti, è stata resa possibile grazie ad un nuovo approccio di raccolta dei dati sui consumi di zuccheri, non più basato, come consuetudine, negli studi osservazionali su una rilevazione “self-reported”, ossia ricavata direttamente dai consumi autodichiarati dai pazienti arruolati per lo studio, ma tramite l’analisi “oggettiva” e scientifica dei biomarcatori dello zucchero presenti nelle urine. Gli autori dichiarano infatti di considerare più oggettivi, rispetto alle metodiche dell’epidemiologia osservazionale classica, i risultati ottenuti attraverso questa nuova metodologia.

Gli stessi autori portano all’attenzione della comunità scientifica che molto probabilmente i risultati differenti dagli studi epidemiologici classici (basati su osservazioni di dati di consumo auto-riferiti dal campione in esame) relativi al consumo totale di zuccheri, il rischio di malattie cardiovascolari o il rischio di diabete di tipo 2, siano da attribuire in parte all’errore di misurazione dei consumi.

In particolare, in questo studio è stato misurato il biomarcatore predittivo per gli zuccheri totali e applicando un algoritmo messo a punto dagli autori, è stata esaminata l’associazione degli zuccheri totali assunti con il rischio di diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare, prima e dopo la calibrazione dietetica, in 82.254 donne in post-menopausa dell’Iniziativa Women’s Health-Observational Study.

Il rischio relativo tra diabete di tipo 2 a zuccheri totali è risultato pari a 0,94 (IC 95%: 0.77, 1.15) mentre per le malattie cardiovascolari a 0,97 (0,87, 1,09). Un dato che dimostra l’assenza di correlazione diretta tra il consumo di zuccheri e il rischio di queste malattie. Rischi che, secondo gli autori, aumenterebbe quindi in relazione all’eccessivo introito calorico e non al nutriente in sé.

(Fonte: Adnkron


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