Salute

Coronavirus, piano per 202 milioni
di dosi di vaccini nel 2021

di oggisalute | 2 dicembre 2020 | pubblicato in Attualità
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Ad un anno dal primo caso di nuovo coronavirus registrato nella città di Wuhan, l’Italia si dota del piano strategico per la vaccinazione anti-Covid. Ad illustrarlo in Parlamento è stato il ministro della Salute Roberto Speranza. Sono otto gli assi portanti del piano che prevede l’arrivo nel nostro Paese di 202 milioni di dosi di 6 candidati vaccini. “L’Italia ha opzionato 202.573.000 dosi di vaccino – ha chiarito Speranza – che rappresenterebbero una dotazione sufficientemente ampia per poter potenzialmente vaccinare tutta la popolazione e conservare delle scorte di sicurezza. Con le conoscenze oggi a nostra disposizione è molto probabile che saranno necessarie due dosi per ciascuna vaccinazione, a breve distanza temporale”. Queste dosi dovrebbero arrivare a partire dal primo trimestre del 2021 e “con una più significativa distribuzione delle dosi nel secondo e nel terzo trimestre, per completarsi sostanzialmente nel quarto trimestre del prossimo anno”, ha aggiunto Speranza illustrando i primi tre assi.

Nello specifico i sei candidati vaccini (diversi per tecnologia di sviluppo e quindi nella distribuzione) sono quelli di: AstraZeneca (40,38 milioni); Johnson&Johnson (53,84 milioni); Sanofi (40,38 milioni); Pfizer-Bnt 26,92 milioni; CureVac (30,285 milioni) e Moderna (10,768 milioni). In totale 202.573 milioni. Questi vaccini saranno somministrati con alcune priorità, come stabilisce il quarto asse del piano. Prima categoria: gli operatori sanitari e socio-sanitari; seconda categoria: residenti e personale dei presidi residenziali per anziani; terza categoria: persone in età avanzata.

Il quinto asse è relativo a logistica, approvvigionamento, stoccaggio e trasporto, che molte polemiche avevano sollevato, saranno di competenza del commissario straordinario Arcuri. “Nella definizione dei piani di fattibilità e delle forniture di tutte le attrezzature, strumenti e materiali necessari, sono stati considerati diversi aspetti, tra cui la catena del freddo estrema per la conservazione di alcuni vaccini o la catena del freddo standard, il confezionamento dei vaccini multidose e la necessità di diluizione”, ha evidenziato il ministro Speranza.

Per i vaccini più ‘delicati’ che necessitano di una conservazione -70 gradi centigradi (Pfizer e Moderna) verranno consegnati direttamente dall’azienda produttrice presso 300 punti vaccinali, che sono già stati condivisi con le Regioni e le Province autonome.

“La distribuzione dei vaccini, in particolare di quelli relativi alla catena del freddo standard, avverrà con il coinvolgimento delle Forze armate, che in accordo con il Commissario straordinario stanno già pianificando vettori, modalità e logistica”, ha aggiunto Speranza.

Il sesto asse del pianto strategico vaccinale riguarda la governance del piano stesso, che verrà assicurata costantemente dal coordinamento tra il ministero della salute, la struttura del Commissario straordinario, le Regioni e le Province autonome. Per vaccinare tutti gli italiani occorre il personale che sarà costituito da un numero flessibile di medici, infermieri, assistenti sanitari, operatori socio-sanitari (Oss) e personale amministrativo di supporto. Si stima al momento un fabbisogno massimo di circa 20mila persone. Il settimo asse “è costituito da un moderno sistema informativo, per gestire in modo efficace, integrato, sicuro e trasparente la campagna di vaccinazione”, ha illustrato Speranza. Per la realizzazione delle attività del piano si sta predisponendo un sistema informativo “efficiente ed interfacciabile con i diversi sistemi regionali e nazionali” per poter ottimizzare tutti i processi organizzativi e gestionali, a partire dalle forniture, fino alla programmazione e gestione delle sedute vaccinali.

Infine l’ottavo asse: la farmacosorveglianza e una sorveglianza immunologica “per assicurare il massimo livello di sicurezza nel corso della campagna di vaccinazione”, ha assicurato il ministro. L’obiettivo fondamentale è quello “di predisporre una sorveglianza aggiuntiva sulla sicurezza dei vaccini stessi, monitorando gli eventuali eventi avversi ai nuovi vaccini Covid nel contesto del loro utilizzo reale, identificare e caratterizzare prontamente eventuali nuovi rischi ancora non emersi ed individuare eventuali problematiche relative alla qualità”, ha concluso nel suo intervento Speranza.

(Fonte: Adnkronos)

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