Chirurgia estetica

Grasso e rughe, ecco trattamenti
di bellezza da iniziare a gennaio

di oggisalute | 11 gennaio 2018 | pubblicato in Attualità
crema_antirughe_ftg_3

Archiviate le feste di fine anno, c’è chi pensa a rimettersi in forma. E il consiglio degli specialisti è quello di intervenire senza fretta, ma in modo mirato. “Passate le feste, l’attenzione si sposta subito all’estate e quindi al momento in cui ci si dovrà esporre al sole e indossare il costume – spiega Giulio Basoccu, chirurgo plastico, responsabile della Divisione di Chirurgia plastica estetica e ricostruttiva presso Ini, Istituto neurotraumatologico italiano – E, insieme a un’alimentazione sana e all’attività fisica, sono molti i trattamenti indicati da iniziare a gennaio. In particolare quelli mirati a combattere la cellulite, come ad esempio la carbossiterapia, per trattare in maniera localizzata la struttura del derma con una semplice iniezione di CO2, o la mesoterapia per decongestionare il circolo superficiale a livello delle gambe. Per chi vuole ricorrere alla chirurgia c’è sempre la liposuzione. Ma per vedere gli effetti a primavera, è opportuno cominciare nei tempi giusti”.

Ecco allora i principali trattamenti di medicina e chirurgia estetica da mettere in calendario a gennaio per arrivare in forma alla bella stagione:

1) Carbossiterapia. Ideale nel trattamento di rilassamenti cutanei, cellulite e smagliature, riduce le adiposità localizzate, migliorando la permeabilità capillare e ringiovanendo l’aspetto della parte trattata. “Questa metodologia basa la sua efficacia su una semplice infiltrazione sottocutanea di CO2 – riferisce Basoccu – Il corpo umano, infatti, produce naturalmente anidride carbonica e per questo è una tecnica sicura, adatta a tutti. La pelle appare fin dalla prima seduta levigata e sana, ma ai fini del mantenimento di un buon risultato sono indispensabili un numero minimo di sedute: per il primo mese se ne consiglia una a settimana, successivamente basterà una seduta di mantenimento una volta al mese”.

2) Mesoterapia. E’ una procedura mirata a contrastare ritenzione idrica, eccesso di sostanze lipolitiche e tossine nei tessuti cutanei e sottocutanei, provocandone il corretto drenaggio. Dai fianchi all’addome, alle coulotte de cheval, all’interno coscia. “Attraverso iniezioni intradermiche di farmaci si elimina il ristagno di liquidi in eccesso e migliora il microcircolo, riducendo gli antiestetici effetti della cellulite – sottolinea Basoccu – La cadenza delle sedute è programmate secondo una periodicità variabile, seguendo precisi protocolli terapeutici, ma per mantenere risultati ottimali è consigliabile sottoporsi almeno una volta al mese a una seduta di mantenimento”.

3) MC1. Si tratta di una macchina di ultima generazione che utilizza una combinazione di ultrasuoni a bassa frequenza, di energia a radiofrequenza e vacum per combattere la cellulite. “Gli ultrasuoni penetrano nel tessuto sottocutaneo riducendo le cellule adipose, mentre un secondo manipolo effettua un massaggio linfodrenante che accelera la funzione del circolo linfatico e lo smaltimento dei grassi liberati. L’effetto è triplo – evidenzia il chirurgo dell’Ini – Scioglie il grasso delle cellule adipose, rassoda la pelle stimolando il collagene e rompe i setti fibrosi, i noduli in profondità. Il protocollo minimo prevede 6 sedute, da eseguire con cadenza settimanale, ed è indicato in ogni periodo dell’anno”.

4) Biodermogenesi. E’ un trattamento innovativo indicato in particolare per smagliature e cicatrici. “Questa metodologia – spiega Basoccu – rappresenta oggi il metodo più efficace per rigenerare le strie, riportando la pelle a una situazione molto simile a quella precedente. La smagliatura si riempie progressivamente, si ammorbidisce al tatto e, con l’esposizione al sole, si abbronza con naturalezza. Notevoli risultati estetici si ottengono anche nel trattamento delle cicatrici post-chirurgiche e da ustione. Le cicatrici vengono livellate con la pelle circostante, il colore della cute diventa uniforme e la rugosità si attenua significativamente. Il lavoro richiede varie fasi, quindi prima si inizia meglio è”.

5) Bioristrutturazione. Serve a ripristinare la normale compattezza dei tessuti del viso favorendo una vera e proprio ricostruzione dei volumi e delle proporzioni, non riempiendo, ma stimolando la produzione di collagene ed elastina, in modo graduale e progressivo, con risultati stabili nel tempo. “I principali prodotti utilizzati sono l’acido polilattico e l’idrossiapatite di calcio. Nel primo caso si esegue una seduta al mese per un periodo di 3-4 mesi, creando un vero e proprio sostegno alle aree del viso svuotate e sede di lipoatrofia. L’idrossiapatite di calcio è invece un prodotto iniettabile, assolutamente innovativo, particolarmente indicato nei casi di lipoatrofia anche molto severi”, osserva l’esperto.

6) Liposuzione. In questo caso si tratta di una vera e propria tecnica chirurgica per collo, seno, addome, fianchi e glutei. Il tessuto adiposo sottocutaneo localizzato viene aspirato attraverso una microcannula fino a ottenere il rimodernamento della parte trattata secondo l’effetto desiderato. “La durata dell’intervento è di circa 40 minuti – riporta l’esperto – Il risultato è soddisfacente sin dai primi tempi e suscettibile di ulteriore miglioramento nei mesi successivi. Sono utili anche cicli di linfodrenaggio manuale e pressoterapia per accelerare i tempi di guarigione. Anche per la liposuzione è consigliabile cominciare in questo periodo dell’anno perché il risultato finale si vede in 3 mesi”, conclude Basoccu.

(Fonte: Adnkronos)

Lascia un commento

Protezione anti-spam *