Lo rivela uno studio

Natale, divorzi sotto l’albero:
a gennaio più separazioni

di oggisalute | 28 dicembre 2017 | pubblicato in Attualità
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Le vacanze di Natale non portano solo regali, serenità e cene in famiglia. Spesso la conflittualità, specie in periodi in cui le coppie trascorrono più tempo insieme, cresce di pari passo. La diretta conseguenza, una volta passata l’Epifania, è quella di rivolgersi all’avvocato per mettere fine alla propria unione. Secondo i dati raccolti da FamilyLegal, fondata nel 2012 con l’obiettivo di fornire un quadro aggiornato e attendibile in materia di separazioni e divorzi, alla luce delle rilevazione degli ultimi 5 anni a gennaio, in media, si concentra il 38% delle separazioni. I motivi – spiegano dall’associazione – sono da imputare in primis al termine abbreviato di 6 mesi per poter chiedere il divorzio, dal momento che nella maggior parte dei casi le coppie in crisi puntano a sciogliere il matrimonio prima del periodo estivo.

“Nella sola città di Milano, fra il 7 e il 30 gennaio si registra un incremento del 35% delle richieste di separazione, eguale solo al mese di settembre, in cui si verifica un fenomeno analogo”, osserva l’avvocato Lorenzo Puglisi, offrendo una panoramica sui dati raccolti ogni anno da FamilyLegal. E proprio per non arrivare alle estreme conseguenze e ritrovarsi a feste finite nello studio di un legale, Puglisi stila un elenco di 5 consigli pratici per superare la prova delle feste.

1) Spesso le liti tra coniugi nascono per l’impossibilità di accordarsi sulla location e sui commensali da coinvolgere nei festeggiamenti. Il condizionamento dei genitori è determinante tanto quanto l’argine che i coniugi sono in grado di erigere per proteggere il proprio matrimonio. “Il suggerimento è quello di ‘cedere’ alla serenità del proprio nucleo familiare ristretto a costo di scontentare qualche parente, incluse suocere, zie o prozie – raccomanda Puglisi – La priorità restano i figli, pertanto screzi, ripicche o musi lunghi vanno tenuti alla larga con l’obiettivo primario di renderli il più possibili felici. Se non si è in grado di anteporre la serenità dei più piccoli alla propria o a quella dei propri genitori, significa non svolgere correttamente il ruolo di papà o di mamma”.

2) Il budget per i regali di Natale: “Sono sempre di più le famiglie italiane in difficoltà finanziarie – osserva l’avvocato – Per questo, prima di effettuare acquisti dai costi esorbitanti, potrebbe essere opportuno riflettere sulla programmazione economica dei mesi successivi, cercando il più possibile di evitare di contrarre finanziamenti, a maggior ragione per spese voluttuarie”. Ma l’avvocato aggiunge un consiglio puntuale: “Attenzione a fornire al proprio coniuge garanzie fideiussorie: se mai il matrimonio dovesse finire, vi trovereste obbligati a rispondere per debiti altrui per un tempo potenzialmente indefinito”.

3) La gestione del proprio tempo: “Mai sentirsi in colpa per aver dedicato qualche ora a se stessi – suggerisce Puglisi – La frenesia del Natale ci porta a essere proiettati a soddisfare prevalentemente bisogni o aspettative di altre persone trascurando le proprie. Talvolta, fermarsi per fare un regalo a se stessi può essere il modo migliore per trasformare l’appagamento (anche simbolico) in forza ed energia”.

4) Lo stress natalizio: “E’ assodato che le feste di Natale alimentino, soprattutto per le persone più fragili, ansia e depressione. In questi casi – spiega l’avvocato – l’obiettivo che deve perseguire l’altro coniuge è quello di non esacerbare i conflitti, aggirando gli ostacoli e pianificando per le settimane a venire un percorso, anche eventualmente tramite uno psicoterapeuta, per aiutare il proprio partner a trovare un equilibrio. Inutile negarlo: non è mai facile trovare la chiave giusta per fornire l’aiuto risolutivo, ma ciò che è certo è che concentrare questo tentativo sotto Natale porta inevitabilmente a un fallimento assicurato”.

5) Le scelte alimentari: “Sempre più spesso le separazioni non dipendono da questioni prettamente ‘sentimentali’, toccando sfere impensabili sino a qualche tempo, fa tra cui la principale è quella dei nuovi ‘credo alimentari’ – riferisce Puglisi – Se è sbagliato a priori imporre al proprio partner scelte culinarie non condivise, come può essere ad esempio la cucina vegana per un soggetto onnivoro, lo diventa a maggior ragione per la scelta del menù natalizio che andrebbe valutato con la più ampia condivisione possibile, stabilendo possibili differenziazioni, senza pregiudizi”, conclude l’avvocato.

(Fonte: Adnkronos)

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