Agenzia europea dell'ambiente

Smog, Italia prima in Europa per morti: 80 mila all’anno

di oggisalute | 13 ottobre 2017 | pubblicato in Attualità
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“È peggio di una guerra è la catastrofe provocata dall’inquinamento. Secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente pubblicati ieri, elaborati da noi Verdi, l’Italia detiene il triste primato europeo di morti dovuti allo smog, ben 82.489 (nel 2014) dei quali 59.630 a causa del particolato fine (i PM 2.5), 17.290 a causa delle concentrazioni di diossido di azoto (NO2) e 5.569 a causa dell’ozono a livello del suolo (O3)”. Lo scrive in una nota il coordinatore dei verdi Angelo Bonelli.

“Ma c’è anche un altro dato che abbiamo estrapolato, sempre dal report dell’Agenzia europea per l’ambiente, che riguarda le ore di vita perse ogni anno dagli abitanti italiani a causa dei tre inquinanti, si tratta di quasi due milioni di ore (1.863.969 per l’esattezza), aggiunge l’esponente ambientalista. Queste drammatiche cifre certificano che nel nostro Paese una politica ipocrita e bastarda non affronta l’emergenza ambientale e sanitaria nonostante ogni anno i decessi per l’inquinamento aumentino certificando che siamo nel bel mezzo di una Guerra dell’Aria”.

“Ecco perché è necessario – prosegue Bonelli – utilizzare al meglio quello che l’innovazione e le nuove tecnologie ci offrono per affrontare in maniera strutturale il problema, a partire dall’abolizione del motore a scoppio e la sua sostituzione con trazione elettrica, proseguendo con gli investimenti per la mobilità pubblica sostenibile (tram e treni che sostituiscano il trasporto su gomma), passando anche per l’elaborazione di un Piano per la realizzazione di stazioni di erogazione di energia elettrica per le auto elettriche e un Piano obbligatorio per ogni città di realizzazione di vie ciclabili per l’accesso alle città e ai luoghi di lavoro”.

“È ora che la politica si svegli – conclude il leader dei verdi – se non vuole avere sulla coscienza ulteriori morti, senza contare i danni dovuti alle violazioni delle direttive europee che, ancor prima delle sanzioni, diventano un problema che riguarda la salute e la vita dei cittadini”.

(Fonte: Adnkronos)

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