Sondaggio dell'Aiom

Cancro al seno: si muore meno, ma le italiane non lo sanno

di oggisalute | 5 ottobre 2017 | pubblicato in Attualità
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Italiane non sufficientemente preparate in fatto di conoscenza delle regole della prevenzione del tumore del seno. Il 48% delle donne nel nostro Paese ritiene che questa neoplasia non sia guaribile e il 35% non sa che è prevenibile. Ancora un 31% ignora cosa sia l’autopalpazione del seno e solo il 47% di chi conosce questo esame lo esegue regolarmente. Sono i principali risultati del sondaggio condotto dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) su 1.657 donne per fotografare il loro livello di conoscenza su questa malattia. Il questionario è stato presentato  ad un convegno nazionale all’Auditorium del ministero della Salute, ed è parte di un progetto più ampio di informazione e sensibilizzazione sulla patologia che include anche due opuscoli, sia per pazienti e sia per i cittadini.

Dal sondaggio emerge che il 57% delle italiane non ha adeguate informazioni sulle possibilità di trattare questo tumore anche in fase avanzata. Invece, fortunatamente, “oggi abbiamo a disposizione armi efficaci che ci consentono di controllare la malattia anche in questo stadio”, spiega Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Non solo.  “In 25 anni, dal 1989 al 2014, la mortalità per questa neoplasia è diminuita di circa il 30% – sottolinea Stefania Gori, presidente eletto Aiom – Il merito deve essere ricondotto a trattamenti sempre più efficaci e personalizzati e alle campagne di prevenzione. Un ruolo fondamentale è svolto dallo screening mammografico, il primo step è però rappresentato dall’autopalpazione, un vero e proprio esame salvavita che la donna può eseguire da sola a casa. Va effettuata ogni mese a partire dai 20 anni”.

Oltre alla mancata conoscenza del ruolo dell’autopalpazione, il sondaggio evidenzia un altro aspetto preoccupante: il 19% delle donne non cambierebbe il proprio stile di vita per ridurre il rischio e il 46% non sa se lo modificherebbe. Le donne che praticano regolarmente attività fisica presentano una diminuzione della possibilità di sviluppare la malattia di circa il 15-20% e questi effetti sono particolarmente evidenti in postmenopausa. Anche il controllo del peso e la dieta mediterranea hanno ricadute positive.

Fondamentalli, inoltre gli screening, per i quali la  collaborazione fra oncologi e medici di famiglia è particolarmente importate. “Complessivamente nel 2015 solo il 55% delle italiane ha aderito all’invito a eseguire la mammografia”, dice Claudio Cricelli, presidente Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Sigm).

“Pigrizia, paura e noncuranza del pericolo portano ancora troppe cittadine a sottovalutare i controlli, peraltro compresi nei Livelli essenziali di assistenza. I medici di famiglia, grazie al rapporto continuativo con le pazienti, possono invitarle a prendere coscienza degli strumenti necessari per tutelare la loro salute. Non solo. Il nostro ruolo è molto importante anche nella fase delle visite di controllo al termine delle cure. È necessario coinvolgere i medici di famiglia, che potranno gestire le pazienti cronicizzate o guarite con rischio molto basso di ricaduta e con scarse problematiche cliniche”.

“Abbiamo deciso con entusiasmo di sostenere questo progetto dell’Aiom – conclude Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia – che avrà un impatto positivo per le pazienti e per il sistema sanitario. Novartis è da anni impegnata nella lotta contro il tumore del seno, per sviluppare farmaci sempre più innovativi, che migliorino la sopravvivenza e la qualità di vita delle pazienti”.

(Fonte: Adnkronos)

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