La parola agli esperti

Cosa fare se ti punge un’ape,
ecco il decalogo per proteggersi

di oggisalute | 22 maggio 2017 | pubblicato in Attualità
api-ape

Nove italiani su 10 sono stati punti almeno una volta nella vita da un’ape, una vespa o un calabrone e fino all’8% di questi può sviluppare una reazione allergica: dai pomfi ai più rari casi di shock anafilattico fino al decesso. Ma dopo un ‘pizzico’ di insetto come comportarsi in caso di allergie? Per spiegarlo alle vittime delle punture di imenotteri torna la campagna d’informazione ‘Punto nel Vivo’, l’iniziativa patrocinata da Federasma e Allergie onlus-Federazione italiana pazienti, in occasione della Giornata mondiale dell’ape, che si è celebrata il 20 maggio.

Il progetto, giunto alla sua terza edizione, ha l’obiettivo di informare ed educare la popolazione sui rischi di reazioni allergiche da punture e su come trattarle con il supporto di esperti allergologi su tutto il territorio nazionale. “Oltre 5 milioni di italiani vengono punti ogni anno – dichiara Maria Beatrice Bilò, coordinatrice del Board scientifico di ‘Punto nel Vivo’ e specialista in allergologia degli Ospedali riuniti di Ancona – ma si stima che da 1 a 8 su 100 sviluppi una reazione allergica senza conoscere le conseguenze, che vanno da una reazione locale importante, allo shock anafilattico fino all’evento eccezionale del decesso (circa 10 casi l’anno accertati in Italia)”.

“I rischi legati alle allergie da veleno di api, vespe e calabroni non devono essere sottovalutati – spiega Filippo Tesi, presidente di FederAsma e Allergie Onlus – interessano soprattutto bambini e anziani e possono avere esiti potenzialmente pericolosi. Per questo siamo impegnati da anni in attività di sensibilizzazione su questa tematica e sosteniamo ‘Punto nel Vivo’. Ci auguriamo, che le persone non sottovalutino le reazioni delle punture e che, con le informazioni diffuse dalla campagna, si rivolgano allo specialista allergologo in caso di vere e proprie reazioni allergiche”.

Secondo gli esperti, le persone che registrano il maggior numero di reazioni allergiche da veleno di imenotteri sono gli apicultori, con un rischio, classificabile come professionale, che li porta a registrare fino al 32% delle reazioni sistemiche. Discorso diverso per gli anziani che diventano allergici agli imenotteri, per i quali il rischio consiste in reazioni più gravi nella fragilità dovuto nella maggioranza dei casi alla presenza di patologie concomitanti, soprattutto cardiovascolari. Ma attenzione anche ai più piccoli. L’incidenza dei soggetti in età pediatrica che possono manifestare reazioni sistemiche dopo una puntura di imenotteri è più ridotta (2%). Ma come per gli adulti le reazioni possono essere anche gravi.

“Anche i bambini, come gli adulti, possono essere a rischio di reazioni allergiche a seguito della puntura di imenotteri – afferma Elio Novembre, direttore del dipartimento di Allergologia dell’Aou Meyer di Firenze – e come gli adulti possono essere adeguatamente trattati con l’immunoterapia specifica. Le reazioni allergiche sistemiche nei bambini possono essere trattate anche a partire dai 3 anni di età, riscontrando in molti casi una risposta al trattamento con immunoterapia specifica migliore rispetto alla popolazione adulta”.

Ma quali sono le raccomandazioni degli allergologi per il paziente allergico al veleno di imenotteri?

1) Evitate di stare all’aperto vicino a piante in fiore o alberi da frutto.

2) Ricordate che tutti i profumi dolci, le fragranze, i deodoranti e anche i repellenti per le zanzare attraggono gli imenotteri (api, vespe e calabroni).

3) Indossate colori neutri (bianco, beige o verde): i colori sgargianti attraggono gli imenotteri e soprattutto le api. Quando si sta all’aperto, in luoghi a rischio di puntura, meglio indossare pantaloni lunghi, camicie a manica lunga, cappello e, in caso di lavori di giardinaggio, guanti.

4) Indossate scarpe possibilmente chiuse: camminare scalzi aumenta il rischio di puntura.

5) Vespe e calabroni si nutrono dei nostri stessi cibi, pertanto evitate di mangiare frutta, dolci, gelati o panini all’aria aperta, soprattutto se lasciati scoperti e non chiusi in contenitori ermetici. Molto pericoloso è lasciare lattine o bottiglie di bibite aperte e incustodite: vespe e calabroni percepiscono il sapore zuccherino e possono infilarsi dentro per nutrirsi.

6) I bidoni della spazzatura vanno tenuti ben chiusi e possibilmente lontani da casa. Anche la spazzatura messa nei bidoni deve essere contenuta in sacchetti ermetici.

7) Le vespe regine possono passare l’inverno in guanti, stivali, cassetti o armadi tenuti in cantina o garage. Controllate il vestiario prima di utilizzarli dopo l’inverno.

8) Non uccidete insetti senza una ragione, ce ne possono essere altri nei paraggi. Ricordate che le api durante la puntura emettono un ‘feromone’ che funge da richiamo d’allarme per altre api, che possono giungere sul luogo e attaccare.

9) Le punture sono frequenti nei paraggi di un nido; cercate eventuali nidi prima di pulire le finestre, tagliare siepi, ecc. Le api nelle giornate piovose abbassano i ‘corridoi di volo’ verso fonti di acqua o campi ove bottinare. Attraversare uno di questi corridoi di volo equivale a essere nelle vicinanze di un nido.

10) In caso di attacco da parte di imenotteri, cercate di coprirvi il capo.

(Fonte: Adnkronos)

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