Il parere del nutrizionista

Natale a tavola, i consigli dell’esperto
per le feste senza eccessi

di oggisalute | 2 dicembre 2015 | pubblicato in Nutrizione
natale

Natale, si sa, è il periodo più dolce. Lo è per l’attesa, per l’atmosfera che si respira, per i pensieri che trascina con sé questo periodo di festa, ma anche per le prelibatezze che approdano in tavola che, va subito detto, è giusto godersi. A patto però di non esagerare.

Gli esperti, infatti, esortano: no ai sensi di colpa, dannosi per la salute, spesso, anche più dei cibi spazzatura, ma no anche alla rilassatezza eccessiva che può comportare non solo conseguenze sulla bilancia, ma anche aumentare il rischio per la salute. Secondo gli ultimi dati della associazioni di settore, non a caso, durante le feste aumentano disturbi quali bruciori di stomaco e diarrea, aumentano i livelli di colesterolo e grassi nel sangue, il rischio di ipertensione, indigestioni e congestioni.

Ma allora come trovare il giusto equilibrio tra godersi le vacanze evitando però spiacevoli imprevisti e conseguenze dannose? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Tiziana D’Amico, biologa nutrizionista dell’équipe scientifica di Cerifos che ci ha rivelato alcuni semplici consigli:

1) I giorni da bollino rosso sono cinque (l’8 Dicembre, la vigilia e il giorno di Natale, il cenone di capodanno e l’Epifania): va bene godersi le giornate di festa, ma durante gli altri giorni mangiare come sempre, evitando gli eccessi. Attenzione durante le happy hour con amici e parenti ritrovati per l’occasione, agli assaggini dei dolcetti tradizionali che si preparano in eccesso e soprattutto agli avanzi del cibo del giorno prima. La dieta ideale degli altri giorni? Una colazione a base di the verde senza zucchero (o con un po’ di miele), biscotti integrali e senza zuccheri raffinati; un pranzo composto da un primo piatto e un contorno di verdura fresca; frutta fresca durante la giornata (non come spezza fame ma per il gusto di mangiarla); un’insalata con una fonte proteica (esempio pesce o carne bianca) per la cena; una tisana alle erbe prima di andare a letto.

2) Prestare attenzione alla qualità e al tipo dei cibi, oltre che alle quantità.
Semaforo verde per i prodotti stagionali e freschi, per le varianti integrali di pane e pasta, per il pesce fresco e le carni bianche. I dolci invece riservarli a colazione e, in ogni caso, tra questi prediligere il cioccolato fondente, le macedonie senza zucchero, il panettone al posto del pandoro. No a creme, dolci al burro, al mascarpone e farine raffinate.

3) Frenare sugli antipasti e sulle aggiunte.
Sono quelli che fregano più di tutti. Sia perché all’inizio del pasto siamo più affamati, sia perché, va ammesso, sono deliziosi. Tra i più insidiosi quelli infarciti di creme fatte con mascarpone, maionese e altri alimenti da dosare con cura. No a formaggi, patatine e tramezzini, sì a frutta secca, ricca di omega 3 e omega 6, sottaceti e verdure. Occhio poi agli “in più” come olio, sale, zuccheri e dolcificanti.

4) La cottura sana.
No alle fritture, sì ai cibi cotti al cartoccio, al forno o alla griglia (senza arrivare alla bruciatura dell’alimento)

5) Un brindisi va bene, cinque no…
Il problema a questo proposito è che spesso il vino e l’alcol non vengono percepiti come alimenti calorici, quando invece lo sono eccome. Non solo: se un bicchiere di vino è lecito e non dannoso, 4 – 5 lo sono decisamente meno, sia per il girovita che per la salute del cuore. Sì a un bicchiere di vino (meglio se rosso) e sempre a stomaco pieno, no agli alcolici “digestivi” e a mischiare bianco e rosso.

6) L’attività fisica non può essere dimenticata per tutto il periodo. 
Ritagliarsi un momento in palestra può non essere un dramma, se la si vive come un luogo dove poter scaricare la tensione. Chi non la ama può optare anche per la piscina o una passeggiata in bicicletta.

“Il nutrizionista non è l’inquisitore che ha il compito di centellinare al grammo le pietanze, – commenta la nutrizionista – ma un educatore alimentare che insegna come apprezzare tutti gli alimenti, come sceglierli e abbinarli tra loro, nel modo più adeguato e salutare su misura per il nostro organismo. Se è vero che è sempre utile e consigliabile essere guidati da un esperto, lo è anche che, in sua assenza, potrebbe bastare il buon senso a guidarci in tavola: ad esempio è naturale che bisogna scacciare l’idea che tutto quello che è presente sulla tavola debba finire nel nostro stomaco. Così come è inutile il giorno dopo saltare la colazione. Il segreto è limitarsi appena, selezionare il cibo meno calorico ed evitare o quanto meno solo spiluccare quello più calorico”.


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