Dalla pillola del giorno dopo al cerotto

Sessualità, vademecum sulla contraccezione al femminile

di federica di martino | 8 aprile 2015 | pubblicato in Attualità
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Quando si parla di sessualità, non si può non affrontare il tema della contraccezione, per tutelarsi dalla trasmissione di malattie, nonché da gravidanze indesiderate. Chiunque, dunque, vi proponga l’efficacia di metodi naturali, sappiate che è soprattutto grazie ad essi che il pianeta Terra continua ad esistere e a ripopolarsi.

Ecco, dunque, un piccolo prontuario sulla contraccezione tutta targata al femminile:

La pillola. Quando parliamo di pillola intendiamo comunemente un farmaco contenente l’associazione di due ormoni, l’etinilestradiolo ed un ormone progestinico. Distinguiamo in particolare la pillola a seconda del dosaggio, nonché nella combinazione tra i due ormoni: esistono infatti pillole in cui il dosaggio dei due ormoni è fisso per tutti i giorni dell’assunzione (pillole “monofasiche”) ed altre in cui il dosaggio di uno o entrambi varia per due o tre volte a seconda dei giorni del ciclo (si parla rispettivamente di pillole “bifasiche” e di pillole “trifasiche”). Per la prima volta bisogna recarsi da un ginecologo (privato o di un consultorio), a fronte del quale verranno prescritti esami del sangue specifici e si sceglierà insieme il tipo di pillola più adeguato. La pillola non protegge da malattie sessualmente trasmissibili.

Il “cerotto”. Il cerotto contraccettivo (Evra) può essere paragonato come funzionamento alla “pillola”. Permette infatti il rilascio in circolo, mediante assorbimento cutaneo, di Etinil-estradiolo. È preferibile solo nelle donne giovani il cui peso corporeo non superi gli 88/90 chili, perché gli ormoni contenuti nel cerotto, probabilmente, sarebbero insufficienti per garantire il massimo dell’effetto anticoncezionale. Nelle donne adulte che superano i 35/40 anni, il cerotto è controindicato, perché il rischio d’incorrere in malattie cardiovascolari aumenta all’aumentare dell’età. Non essendo un metodo di barriera, anch’esso non protegge da malattie sessualmente trasmissibili.

L’anello vaginale. L’anello vaginale (Nuva-Ring) è una nuova forma di contraccezione ormonale. Un piccolo anello morbido viene inserito in profondità in vagina, per restarvi 21 giorni.L’anello non crea nessun tipo di problema durante i rapporti sessuali. Non rientra tra i metodi di barriera.

La spirale. Per spirale (o Iud) si intende un piccolo “oggetto in plastica” che con estrema facilità (ambulatoriamente) viene inserito nella cavità uterina e lasciato in sede per più anni. L’effetto contraccettivo sta nell’alterazione dell’ambiente endo-uterino che porta ad un ostacolo al passaggio degli spermatozoi e ad una inibizione dei processi di impianto embrionali. L’efficacia nella prevenzione della gravidanza è buona ma non totale. In caso di gravidanza la presenza della spirale in utero può determinare problemi.  Il grosso rischio della spirale sono le infezioni che, favorite dalla presenza della stessa spirale,  possono interessare le tube e determinare sterilità permanente. Per questa ragione difficilmente una spirale viene inserita in giovani donne desiderose, in futuro, di prole. La spirale non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse.

Il preservativo. Metodo contraccettivo per eccellenza, ottimo per la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili. I rischi maggiori sono correlati alla rottura o alla cattiva applicazione.

La pillola del giorno dopo. La pillola del giorno dopo è una preparazione farmaceutica progestinica utile nella contraccezione d’urgenza: questa può essere assunta in seguito ad un rapporto sessuale potenzialmente a rischio di gravidanza, entro e non oltre le 72 ore dal rapporto. In quanto non è un metodo abortivo, la pillola può essere prescritto da qualsiasi medico, anche del pronto soccorso o della guardia medica. Dal momento che “la pillola del giorno dopo” non ha un effetto abortivo, né i medici né i farmacisti possono appellarsi all’obiezione di coscienza e non prescriverla/non darla a chi la richiede. Qualora ciò avvenisse si può avanzare un esposto.

Queste “pillole” rappresentano solo un piccolo prontuario, volto a stimolare in chi la gente la necessità di informarsi in maniera sempre più dettagliando, attuando un diritto fondamentale che è quello alla salute e al proprio benessere, per vivere la sessualità come un momento positivo e non come un’angoscia a cui far fronte.

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