Se ne è discusso al congresso internazionale Amit

Allarme infezioni resistenti:
un antibiotico su due non funziona

di oggisalute | 13 marzo 2015 | pubblicato in Attualità
antibiotici-infezioni

Prosegue a Milano il 5° Congresso Internazionale Amit (Argomenti di Malattie Infettive), presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”. Sono trecento gli specialisti provenienti da tutta Italia. Il congresso, ormai giunto alla quinta edizione, continua nella propria tradizione di proporre argomenti di grande attualità in campo infettivologico accentrando, in particolare, l’attenzione sulla realtà della continuità assistenziale che comprende il livello ospedaliero e territoriale.

“Stiamo affrontando sia a livello globale che locale delle emergenze epidemiologiche, in alcuni casi drammatiche, causate dalla sempre più grande diffusione di ceppi batterici con sensibilità a poche o addirittura nessuna classe di antibiotici – spiega il presidente del congresso Marco Tinelli, direttore Azienda Ospedaliera di Lodi e Componente del Consiglio Nazionale della Simit – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – A tal proposito, come scelta iniziale delle sessioni congressuali, abbiamo identificato la disamina degli effetti patogeni più rilevanti, sia dal punto di vista microbiologico che epidemiologico, provocati dai microrganismi multi-resistenti e l’impatto che ne deriva nella pratica clinica. E’ pertanto fondamentale, di fronte alle sfide che dobbiamo affrontare, proporre dei modelli di controllo delle infezioni i più razionali ed efficaci possibili”.

Il vero ed enorme problema del clinico è come ottimizzare l’antibiotico-terapia dei microrganismi multi-resistenti sia per la scarsità di molecole realmente efficaci che per le prospettive di pochissime altre che saranno a disposizione nel prossimo futuro. Bisogna quindi rivedere gli schemi terapeutici “classici” adottando, in alcuni casi, dosaggi molto più elevati degli antibiotici rispetto a quelli cosiddetti “standard”. Seguendo la filosofia del Congresso in continuità con le altre edizioni, sono stati identificati una serie di argomenti che riteniamo molto rilevanti ed attuali: essi verranno trattati dai maggiori specialisti di livello internazionale in materia.

Sono 4.100mila circa i pazienti della Comunità Europea che vengono colpiti da infezioni legate all’assistenza sanitaria con una stima di 147mila morti ogni anno. Le infezioni più frequenti sono le polmoniti, soprattutto quelle legate alle comunità e agli ospedali, che percentualmente sono il 19,4% di tutte le infezioni, le post chirurgiche, che riguardano il 19,6% del numero complessivo e  le infezioni urinarie il 19%. Particolarmente frequenti anche le infezioni del torrente circolatorio (10,7%) e gastrointestinali (7,7%).

Secondo molti studi scientifici, in molti pazienti il 48% dei farmaci impiegati risultano inefficaci alla cura. Sotto accusa soprattutto i chinoloni, in particolare la Levofloxacina e Ciprofloxacina tra i più usati sia dai Medici di Famiglia che in Ospedale. L’Italia è, tra i paesi della comunità europea, la nazione che le più alte percentuali di resistenza alla maggior parte degli antibiotici con percentuali che vanno dal 25% a oltre il 50%.  L’Italia è anche il paese della Comunità Europea dove circolano anche più batteri resistenti a tutti gli antibiotici.

Tale fenomeno di multi resistenza agli antibiotici preoccupa particolarmente all’interno degli ospedali, italiani ed europei, dove è alto il tasso di infezioni in particolar modo causate  dagli enterobatteri, batteri che comunemente colonizzano l’intestino senza dare nessun problema. Purtroppo alcuni di essi, proprio a causa dell’uso eccessivo degli antibiotici diventano resistenti.  Tra questi vi è soprattutto l’Escherichia Coli (15,9%) e la Klebsiella Pneumoniae (8,7%) entrambi resistenti a gran parte o a tutti gli antibiotici. Poche le soluzioni in questi casi, e poche chance di trovare una moltitudine di antibiotici attivi nel prossimo futuro, perché le case farmaceutiche investono tendenzialmente verso altre molecole per malattie che vengono somministrate per tutta la vita.

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