Raramente smettono di mangiare quando si sentono sazi

Sondaggio: un italiano su tre mangia per stress

di oggisalute | 26 giugno 2012 | pubblicato in Nutrizione
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Il dato emerge da un sondaggio online dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (www.eurodap.it) al quale hanno partecipato 600 persone tra i 18 e i 65 anni. L’obiettivo era appunto quello di osservare il comportamento delle persone nel rapporto con il cibo in un momento storico e sociale caratterizzato da una serie di stress per motivi contingenti, a partire dalla crisi economica. ”Per il 40% delle persone che hanno partecipato al sondaggio – afferma Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente Eurodap – il cibo viene utilizzato troppo spesso come una valvola di sfogo allo scopo di sedare livelli di ansia troppo elevati”.

Tesi che l’esperta spiega nel libro “Stress&Dieta – consigli e rimedi per vivere al meglio”, Kowalki Editore, scritto con il nutrizionista Giorgio Calabresi. Dal sondaggio è emerso che queste persone fanno loro stesse la spesa e nel loro carrello non mancano mai cibi dolci o alimenti super calorici. Mangiano in maniera frettolosa, dichiarano di gustare solo ‘qualche volta’ i cibi che mangiano.

Raramente smettono di mangiare quando si sentono sazie. Questo comportamento viene adottato in modo particolare la sera, quando la corsa del vivere quotidiano si placa. Si è anche rilevato che questo atteggiamento disfunzionale nei confronti del cibo è frutto spesso di un particolare stato emotivo, ansioso o depresso, stressato o triste.

”Si tratta di individui che non hanno regole nel loro regime alimentare – spiega Vinciguerra – per le quali ogni emozione negativa o stato d’animo non sereno tende ad essere compensato con il ricorso all’alimentazione”. Il punto è che ”in un momento di profonda crisi economica come quella che sta vivendo il nostro Paese – aggiunge la psicoterapeuta – il cibo per molti rimane l’unica valvola di sfogo, poichè compensazioni di altro tipo, come vacanze e acquisti, stanno subendo una evidente contrazione”.

Il consiglio, come spiega Vinciguerra nel nuovo libro, è dunque quello di ”spostare l’attenzione sul rapporto con se stessi, cercando di ‘rallentare’ i ritmi di vita che ci portano allo stress”. Si scoprirà così che il rapporto con il cibo , e quindi anche il dimagrire, è prima di tutto una ”questione di testa”.


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